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Stada Health Report: italiani sempre meno soddisfatti del SSN

Nell’indagine, condotta in 20 paesi europei, la soddisfazione degli italiani per la sanità pubblica è al di sotto della media europea, anche se rimane alta la fiducia nei medici

Meno della metà degli italiani (45%) si dichiara soddisfatto del Servizio servizio nazionale, un “gradimento” che risulta inferiore a quello espresso dai cittadini di 20 paesi europei, attestato in media sul 59%. Il confronto con la stessa indagine, condotta negli anni scorsi, mostra un trend in discesa, che va da un gradimento del 62% nel 2022 fino alla situazione attuale (meno di un italiano su due soddisfatto) in peggioramento ripsetto all’anno scorso (48%).

Lo scenario emerge dall’edizione 2026 dello Stada Health report, la più ampia indagine del settore, che coinvolge da diversi anni 20mila cittadini europei, 2mila dei quali sono italiani tra i 18 e i 76 anni. L’indagine è promossa dal gruppo farmaceutico EG STADA e realizzata in Italia da Human8.

L’indagine ha testato anche gli effetti dell’irruzione sulla scena della sanità dell’Intelligenza Artificiale (AI), rilevando in 6 italiani su 10 una disposizione favorevole all’impiego di questo strumento, a patto che la cura rimanga centrata sulla relazione umana tra medico e paziente.

Una nuova architettura della sanità

Questi e molti altri dati contenuti nell’indagine sono stati commentati, nell’auditorium del Sole24Ore a Milano, da un qualificato parterre di rappresentati della farmacia, della medicina generale, della ricerca medica e delle associazioni dei pazienti.

Medica 2026Medica 2026

Secondo Claudio Cricelli, presidente emerito della SIMG, ad invecchiare non è solo la popolazione italiana, ma soprattutto il SSN, nato in un contesto storico e sociale completamente diverso. Cricelli ha affermato che, senza una revisione profonda dell’architettura del SSN, anche l’aumento dei finanziamenti rischia di diventare inefficace.

Sull’importanza per il cittadino di trovare risposte immediate ai bisogni di salute si è soffermato anche Andrea Mandelli presidente della FOFI, la Federazione degli ordini dei farmacisti. Mandelli ha sottolineato la necessità di puntare di più sulla prevenzione. In questo ambito ha citato la farmacia dei servizi come esempio di evoluzione positiva. La collaborazione tra medici e farmacisti, nel rispetto delle rispettive competenze, secondo Mandelli, è una delle chiavi per dare risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute degli italiani.

Opinione condivisa da Salvatore Butti, general manager & managing director di EG STADA group, che ha sottolineato come, per rimettere al centro il paziente con le sue necessità, sia necessario un maggiore collegamento fra tutte le figure professionali della sanità, così come una maggiore condivisione di dati e sistemi.

“Questo darebbe un’accelerazione straordinaria – afferma Butti – alla presa in carico del paziente, all’aderenza alla terapia, e all’appropriatezza prescrittiva, nei percorsi di cura.”

Sul ruolo delle aziende farmaceutiche in questo contesto, Butti afferma:

Come azienda farmaceutica riteniamo di avere una forte responsabilità sociale per dare concretezza al nostro scopo aziendale: prendersi cura della salute delle persone. Oltre a sostenere ogni anno questo report, mettendo a disposizione di tutti i dati che raccogliamo, facciamo iniziative sul territorio, come il Tour della Salute con esami gratuiti e supporto in farmacia, con più di 1.000 giornate di screening. Abbiamo anche un programma di supporto al paziente con Parkinson, con infermieri che vanno a domicilio. Sono azioni concrete che rispondono proprio alle esigenze messe in luce dal report.”

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alessandro visca
Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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