SARS-CoV-2, studio clinico sul farmaco selezionato dai supercomputer

Partirà a giorni in due Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, Lazzaro Spallanzani di Roma e Humanitas di Milano, dopo il via libera di AIFA, lo studio clinico sull’uomo con Raloxifene, per valutarne l’efficacia nei pazienti Covid-19 paucisintomatici, ospedalizzati o a domicilio. La molecola è stata individuata dal progetto Exscalate4CoV che ha utilizzato l’Intelligenza artificiale di un super computer.

Il farmaco ‘sott’osservazione’

Il raloxifene è una molecola registrata e già utilizzata come farmaco in commercio, su prescrizione, per il trattamento e la prevenzione dell’osteoporosi nelle donne dopo la menopausa. Il file del brevetto dell’utilizzo del raloxifene per il trattamento di persone affette da virus Sars-CoV-2 è stato depositato in data 6 maggio 2020 da Dompé farmaceutici, Fraunhofer Institute e Università di Lovanio al fine di promuovere l’accesso universale alle cure che ne potranno derivare, così come definito dalle linee guida del consorzio stesso. È importante – sottolinea una nota della casa farmaceutica – che ad oggi non ci sono ancora prove che il rapporto beneficio/rischio della molecola contro il Sars-CoV-2 sia positivo, né sul dosaggio da utilizzare. Per questa ragione, il farmaco non è autorizzato per l’uso in questa indicazione al di fuori di uno studio clinico.

Lo studio clinico

La ricerca, promossa dal consorzio pubblico-privato Exscalate4Cov e sottoposta ad AIFA da Dompé Farmaceutici, capofila del consorzio, sarà realizzata dall’IRCCS Lazzaro Spallanzani di Roma, sotto la guida del dottor Emanuele Nicastri, primario della Divisione di Malattie Infettive ad alta Intensità di cura ed altamente contagiose. Lo studio clinico coinvolgerà anche l’IRCSS Humanitas di Milano.  È in programma l’allargamento dello studio clinico anche ad altri centri in Italia e in altri Paesi Europei, come Francia e Spagna.

Lo studio clinico dovrà verificare la sicurezza e l’efficacia del raloxifene nell’inibire la replicazione del virus Sars-Cov-2. Lo studio è adattativo e potrà coinvolgere fino a 450 pazienti che riceveranno un trattamento con capsule orali di raloxifene o placebo per dieci giorni.

Il progetto Exscalate4CoV

Exscalate4CoV è un consorzio pubblico-privato sostenuto dal bando Horizon 2020 della Commissione Europea, a cui sono destinati 3 milioni di Euro per progetti volti a contrastare la pandemia di Coronavirus e migliorare la gestione e la cura dei pazienti.

“È il risultato di un progetto a forte trazione italiana – afferma Sergio Dompé, Presidente e AD di Dompé farmaceutici – che dimostra come anche la ricerca italiana abbia una posizione di tutto rispetto nel palcoscenico internazionale. Per il mondo scientifico e per le imprese l’Europa si è rivelata un interlocutore nuovo che sta accelerando quell’Unione. Il dramma della pandemia può diventare un’opportunità per innovare stringendosi attorno alle istituzioni Ue”.

Exscalate (EXaSCale smArt pLatform Against paThogEns), è il sistema di super calcolo – High Performance Computing, Structure-Based Drug Design System – più performante a livello globale grazie alla sua “biblioteca chimica” di 500 miliardi di molecole, in grado di valutare più di tre milioni di molecole al secondo.

Alleanza di 4 super calcolatori europei

La potenza di calcolo di Exscalate4Cov è assicurata dagli oltre 100 Petaflops messi a disposizione da quattro dei maggiori super calcolatori europei (Marconi del Cineca di Bologna – 150 Petaflops; HPC5 di ENI – 51,7 Petaflops, MareNostrum4 del Barcelona Supercomputing Center – 13.7 Petaflops, Juwels del centro Julich – 7 Petaflops) che collaborano con alcuni dei laboratori europei all’avanguardia nelle scienze della vita; si tenga presente che un Petaflop equivale ad un milione di miliardi di istruzioni/calcoli al secondo (Petaflops – acronimo di Floating point Operations Per Second).

Ultimo aggiornamento il 2 Novembre 2020 di: Pierpaolo Benini

Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.

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