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cirrosi epatica

La Vitamina D potrebbe avere un effetto protettivo per il fegato

Un nuovo studio studio ha affrontato il tema della possibile relazione tra livelli di vitamina D e rischio di sviluppare Steatosi epatica non alcolica (Nonalcoholic Fatty Liver Disease, NAFLD). La NAFLD è una malattia epatica diffusa, in crescita a livelle globale per il legame con obesità, diabete e altri fattori di rischio. Va ricordato che la patologia aumenta il rischio di tumore e mortalità, anche per cause cardiovascolari. La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology ha utilizzato il metodo della randomizzazione mendeliana per verificare l’associazione tra 25-idrossivitamina D sierica (S-25(OH)D), marker della vitamina D, e la NAFLD nella popolazione europea. Sono state selezionate sette varianti genetiche indipendenti dell’intero genoma associate a S-25(OH)D e e sei associate a NAFLD.Per lo studio sono stati utilizzati i dati da alcune banche dati: SUNLIGHT (79.366 soggetti) FinnGen (894 casi e 217.898 controlli), UK Biobank (275 casi e 360.919 controlli) da una meta-analisi di associazione dell’intero genoma (1483 casi e 17.781 controlli)

I ricercatori hanno trovato correlazioni genetiche tra S-25(OH)D, NAFLD e alcuni enzimi epatici. Livelli più elevati di vitamina D predetti geneticamente erano costantemente associati a un rischio ridotto di NAFLD. Gli autori concludono:

I nostri risultati hanno implicazioni cliniche in quanto suggeriscono che l’aumento dei livelli di vitamina D può svolgere un ruolo nella prevenzione della NAFLD nelle popolazioni europee.”

Alessandro Visca
Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.