Politiche sanitarie, le associazioni dei pazienti vogliono contare di più

Le associazioni dei pazienti vogliono sedere ai tavoli dove si decidono le politiche sanitarie del nostro paese. La richiesta forte e motivata arriva dal “Laboratorio nazionale delle associazioni di pazienti e dei caregiver”, un’iniziativa che ha riunito più di 100 sigle associative nazionali e regionali, con la finalità di accompagnare le associazioni di pazienti in un processo di crescita e di strutturazione che permetta loro di relazionarsi adeguatamente e proficuamente con i livelli istituzionali.

L’iniziativa è stata voluta da un gruppo promotore di associazioni*, supportata da Fondazione The Bridge e dall’Università degli Studi di Pavia, patrocinata da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), con il supporto per l’Ufficio Stampa di Ital Communications.

Rosaria Iardino, Presidente Fondazione The Bridge, ha introdotto i lavori illustrando il percorso partecipativo già realizzato in Lombardia, modello virtuoso di ascolto delle associazioni di pazienti e caregiver. Nel dibattito sono intervenuti giuristi, diversi rappresentanti delle associazioni e numerosi esponenti politici delle istituzioni.

Il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli  ha dichiarato:

Il riconoscimento del caregiver familiare è un tema importante che non può più essere rinviato. Abbiamo il dovere di dare delle risposte alle persone che si occupano della cura e dell’assistenza di una persona cara e che nel corso della vita sono costrette ad affrontare rinunce, isolamento e spesso a fare anche tanti sacrifici. Intendo occuparmi di questo tema e lavorare fin da subito per dare un supporto adeguato attraverso il Ministero della Disabilità e mi auguro che si possa condividere uno schema normativo trasversale ed efficace.”

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana ha detto:

la Regione Lombardia riconosce il valore aggiunto delle associazioni di pazienti e caregiver nella programmazione e nei percorsi regionali in ambito sanitario ed è necessario proseguire nell’interlocuzione avviata sin dal 2019. Dobbiamo valorizzare il modello lombardo di sanità partecipativa, poiché è un modello costruito secondo una logica win-win che garantisce la compartecipazione e l’assunzione di responsabilità da parte delle associazioni.”

*ADPMI (Associazione diabetici della provincia di Milano), Alomar ODV (Associazione Lombarda Malati Reumatici), Anlaids Lombardia (Associazione italiana per la lotta contro l’aids), ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici), Fondazione ANT Italia Onlus, NPS Italia Onlus (Network Persone Sieropositive), Plus (Persone LGBT+ Sieropositive), Respiriamo Insieme, Uniamo FIMR Onlus (Federazione Italiana Malattie Rare)

Ultima revisione: 8 Novembre 2022 – Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.