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Colonscopia, pazienti preparati meglio con l’intelligenza artificiale

  • Silvia Pogliaghi
  • Sanità

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale (AI) si stanno moltiplicando nella pratica medica, ambulatoriale e ospedaliera. I sistemi avanzati di conversazione (chatbot) possono rappresentare una risorsa per migliorare la comunicazione medico-paziente, soprattutto nei casi in cui la compliance del paziente ha un peso rilevante sull’efficacia di un trattamento o di una procedura diagnostica.

A questo scopo è nato ERIC (Endoscopy Robot for Intelligent Chat) un sistema di conversazione intelligente in grado di rispondere alle domande dei pazienti che devono fare una colonscopia. Lo scopo è migliorare la preparazione del paziente, che, con il supporto di  ERIC, segue un percorso guidato o fa domande specifiche per arrivare alla migliore preparazione intestinale.

ERIC nasce dalle esigenze condivise di Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli, primo ospedale in Italia a adottare uno strumento di AI nell’assistenza sanitaria in endoscopia, e Olympus, azienda biomedicale giapponese.

Cristiano Spada, ordinario di Gastroenterologia e direttore dell’UOC di Endoscopia digestiva chirurgica del Gemelli, descrive l’esperienza in corso.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo del chatbot ERIC?

Le strumentazioni innovative, con software dotati di intelligenza artificiale sono sicuramente tecnologie in grado di aiutare noi medici nel lavoro quotidiano. ERIC è uno strumento di Intelligenza Artificiale conversazionale che consente di creare dialoghi personalizzati e puntuali in base all’utente con cui interagisce, grazie a una piattaforma addestrata per dare informazioni sempre più precise ai pazienti. Le tecnologie di Natural Language Processing e Deep Learning tramite reti neurali artificiali, creati per Eric, consentono di sostenere conversazioni in linguaggio naturale, apprendendo in maniera automatica dalle interazioni con gli utenti stessi.”

“La comunicazione – spiega il professor Spada – è uno dei punti chiave per un efficace processo assistenziale e questo servizio ci aiuta proprio in questo ambito. Abbiamo riscontrato che un assistente virtuale come ERIC può essere in grado di rispondere alle domande più comuni in fase di preparazione ad una colonscopia in modo preciso, veloce ed esaustivo. Sottolineando che le informazioni contenute in ERIC non intendono in alcun modo sostituire il parere del medico o il rapporto diretto medico-paziente, ma soltanto agevolarlo ove possibile.”

La preparazione intestinale è rilevante per una colonscopia di alta qualità, una preparazione intestinale insufficiente aumenta il rischio di una colonscopia incompleta e rende necessaria la riprogrammazione dell’esame a breve scadenza. I pazienti sentono di avere a disposizione un ulteriore supporto, 24 ore su 24, aumentando soprattutto il livello di soddisfazione legato al patient journey. Infatti, le valutazioni dei pazienti sono state fino ad ora entusiastiche, poiché il 63% ha valutato il servizio eccellente.”

I medici specialisti, in questo caso gastroenterologi, come valutano l’ingresso dell’AI nel mondo della medicina e dell’assistenza sanitaria?

“L’Intelligenza Artificiale – risponde Spada – sta entrando, o meglio è già entrata, nel mondo della salute. Esistono sistemi di intelligenza artificiale che già sono a supporto dei processi organizzativi senza che noi ce ne siamo accorti. In altri ambienti della sanità sono invece ancora in fase di sviluppo. Uno degli ambiti in cui più prepotentemente l’Intelligenza Artificiale sta entrando è quello delle tecniche di imaging: endoscopia, radiologia, ma anche anatomia patologica, solo per fare alcuni esempi.

“Nell’ambito della gastroenterologia e, in particolare, dell’endoscopia digestiva – aggiunge Spada – l’intelligenza artificiale è già entrata da qualche anno a supporto del medico come strumento per aumentare la resa diagnostica di alcune nostre procedure. Per esempio, nella colonscopia abbiamo dei sistemi di intelligenza artificiale che aumentano la nostra capacità di diagnostica per i polipi del colon, precursori del tumore del colon. Esiste già una buona evidenza scientifica che mostra che quando l’Intelligenza Artificiale viene utilizzata, aumenta il valore protettivo nei confronti del cancro della colonscopia, riducendo il rischio di “perdere” polipi.”

La comunità dei medici inizialmente si è divisa. C’è chi ha accolto immediatamente questi sistemi come estremamente utili, chi invece li ha considerati superflui. Io credo che con l’esperienza che abbiamo acquisito utilizzandoli, sia chiaro che i sistemi di Intelligenza Artificiale non andranno a sostituire lo specialista, ma saranno un supporto importante alle attività per aumentare la qualità delle nostre procedure, riducendo il rischio di errore. Quello dell’integrazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo della salute è un processo che non si arresterà e, nella cornice di un miglioramento della qualità, è giusto che non si arresti.

L’impatto sulle tempistiche ed i flussi di lavoro per voi medici e per i professionisti sanitari: c’è risparmio in termini di tempistiche, prenotazioni etc.?

“Per valutare e misurare i benefici ed impatto del servizio  – risponde Spada – abbiamo sottoposto un questionario allo Staff in due momenti differenti: pre e post installazione di ERIC. Il questionario è stato sottoposto a 10 tra medici ed infermieri, prima e dopo 7 mesi la messa in funzione del servizio al fine di valutarne i miglioramenti. Infatti, una parte rilevante dell’attività quotidiana di medici e infermieri è dedicata alla comunicazione con i pazienti. Si stima che medici/ infermieri dedichino a questo tipo di attività in media circa 40 ore settimanali. Gran parte delle informazioni richieste, tuttavia, sono standard e ripetitive.

il servizio mostra un impatto positivo ed una evidente riduzione a sole 15 ore dedicate in media da parte del personale su base settimanale. Abbiamo quindi ottenuto un 62,5% di risparmio relativo al tempo dello Staff, tempo utile che abbiamo potuto riallocare e ottimizzare su altre attività quotidiane più a valore aggiunto. Inoltre, il numero di procedure annullate per scarsa preparazione del paziente è sceso da 22 a 7 a settimana, considerando un volume di 200 procedure a settimana: questo risultato è dovuto sia a un’ottimizzazione del processo interno sia all’introduzione di questo supporto digitale.

“Dopo la seguente panoramica – aggiunge Spada – dal lato del personale ospedaliero, il risultato della gestione del processo e del flusso di lavoro è migliorato grazie al carico di lavoro ridotto (a causa di meno chiamate, di e-mail e di messaggi) e ad una ottimizzazione legata all’attività dello Staff legato ad attività ripetitive e demandate o risolte ove possibile dall’assistente virtuale.”

Come intendete procedere per validare l’efficacia dell’AI ERIC?

“A partire dal 24 gennaio 2022  – spiega Spada – abbiamo raccolto un certo numero di benefici preliminari durante questa fase di osservazione e di utilizzo del servizio. Un servizio come questo, porta vantaggi da diversi punti di vista: migliorando l’esperienza dell’utente e riducendo la comunicazione standard tra medico e paziente.”

“Al fine di valutare meglio questi aspetti da un punto di vista scientifico, come parte di un ulteriore sviluppo stiamo pensando di proporre al comitato scientifico uno studio clinico per confrontare i pazienti che utilizzano questo servizio digitale, focalizzato sulla preparazione intestinale, rispetto a pazienti senza il supporto di un assistente virtuale.

Nel frattempo, per migliorarne l’efficacia stiamo lavorando costantemente sull’aumentare l’intelligenza dell’assistente virtuale andandolo a popolare di contenuti ulteriori per aumentarne l’intelligenza, grazie anche alle richieste che monitoriamo costantemente da parte dei pazienti durante il loro utilizzo.”

Il sistema ha anche avuto un riconoscimento importante, cosa significa per voi?

“Aver ottenuto il riconoscimento di “Excellence in Life Science” per la categoria Best Patient Support Program of the Year, grazie al progetto ERIC – il primo assistente virtuale in endoscopia –  ci aiuta a diffondere l’efficacia ed i benefici di questo servizio a più di 500mila clinici.

Il sistema sanitario del futuro sarà sempre più attento a ricercare innovazioni che possano migliorare ed efficientare il percorso paziente e noi siamo contenti che questa sperimentazione, abbia portato ottimi risultati e contribuito ad una trasformazione digitale essendo il primo ospedale in Italia ad aver introdotto l’Artificial Intelligence conversazionale, tra i nostri strumenti di assistenza sanitaria, in ambito endoscopico.

Un altro impatto indiretto, ma non per questo meno rilevante, grazie a questo premio è poter promuovere indirettamente a tutti i cittadini l’importanza di sensibilizzare il tema della prevenzione e l’importanza che una diagnosi precoce o adesione a percorsi di screening possa salvare delle vite.”

Pogliaghi
Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.