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Apnee ostruttive del sonno e rischio di microemorragie cerebrali

In un recente studio di coorte coreano i soggetti con OSA di grado moderato/grave presentavano un rischio aumentato di sviluppare microemorragie cerebrali

L’apnea ostruttiva del sonno (OSA) comporta ripetute interruzioni della respirazione durante il riposo notturno e causa cali intermittenti dei livelli di ossigeno, con aumento accertato del rischio di ipertensione, ictus e malattie cardiovascolari. Tuttavia, il suo legame con il danno microvascolare cerebrale è meno chiaro.

Un recente studio di coorte coreano ha indagato il possibile legame tra OSA e rischio di sviluppo di nuove microemorragie cerebrali (CMB). Questi evnti, definiti come aree focali delimitate di diametro inferiore ai 10 mm, e visibili alla risonanza magnetica, sono considerati fattori di rischio per declino cognitivo e ictus. Lo studio, pubblicato su JAMA Network Open, ha valutato se l’OSA contribuisca a tale danno neurologico in soggeti adulti, di mezza età e anziani .

La gravità delle apnee notturne influisce sul rischio di microemorragie cerebrali

I ricercatori hanno seguito 1.441 adulti che si sono sottoposti a polisonnografia notturna e a risonanza magnetica cerebrale, al basale (2011–2014) e  a quattro e otto anni di distanza. I partecipanti, con età media di 58 anni e per il 53% donne, presentavano OSA lieve nel 30% dei casi e OSA da moderata a grave nel 14%.

La frequenza delle apnee notturne è stata utilizzata come criterio di classificazione:

  • assenza di  OSA (fino a 5 eventi/ora);
  • OSA lieve (da 5,0–14,9 eventi/ora);
  • OSA da moderata a grave, con oltre 15 eventi/ora.

A otto anni, i tassi di incidenza cumulativa di CMB sono risultati del 3,3% nel gruppo non-OSA, del 3,2% nel gruppo con OSA lieve e del 7,3 % in quello con OSA moderate-gravi.

Dopo l’aggiustamento per alcune variabili che avrebbero potuto influire sul risultato – età, sesso, livello di istruzione, BMI, attività fisica, fumo, alcol, colesterolo totale e LDL, ipertensione, diabete, alterazioni della sostanza bianca legate all’età, pressione arteriosa media – è risultato che i soggetti con OSA di grado moderato/grave presentavano un rischio di sviluppare microemorragie cerebrali di oltre due volte superiore rispetto a quelli privi di OSA (RR: 2,14; IC al 95%: 1,08–4,23). L’associazione, statisticamente significativa, persisteva indipendentemente dallo stato genetico APOE-ε4, fattore di rischio per il declino cognitivo.

Questi risultati, secondo gli autori dello studio,confermano l’influenza delle apnee sulla salute del cervello e suggeriscono che una gestione efficace delle apnee notturne potrebbe svolgere un ruolo importante nella prevenzione delle microemorragie cerebrali, e nella riduzione del rischio a lungo termine di ictus e demenza.

Inolte, ai clinici è raccomandato di prendere in considerazione la valutazione del sonno nei pazienti che presentano sintomi neurologici o fattori di rischio vascolari. In futuro, la ricerca dovrebbe valutare se il trattamento con pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP) o altri interventi possano mitigare questi rischi per la salute cerebrale.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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