Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle diagnosi di cancro, emerge una nuova priorità clinica: la gestione degli effetti cardiovascolari legati ai trattamenti oncologici. Secondo i dati riportati dal comunicato della European Society of Cardiology (ESC), fino a un paziente oncologico su tre può sviluppare gravi complicanze cardiovascolari legate alla terapia.
Per affrontare questa sfida crescente, è nato ESC Cardio-Oncology 2025, il primo congresso europeo interamente dedicato alla cardio-oncologia, che si terrà il 20 e 21 giugno 2025 a Firenze. L’evento è promosso dal Council of Cardio-Oncology dell’ESC e rappresenta un punto di svolta nell’approccio integrato alla cura del paziente oncologico.
Alexander Lyon, co-presidente del congresso, ha spiegato:
ci troviamo davanti al rischio concreto di una vera e propria epidemia di cardio-oncologia; l’aumento dei sopravvissuti al cancro, l’età avanzata dei pazienti e l’uso prolungato delle terapie oncologiche contribuiscono alla crescente incidenza di malattie cardiovascolari iatrogene.”
Un approccio integrato
Il programma del congresso riflette la necessità di un approccio multidisciplinare, con sessioni congiunte che coinvolgono alcune delle principali società scientifiche europee: con la European Society for Medical Oncology (ESMO) per gli sviluppi recenti in oncologia; con la European Hematology Association (EHA) per favorire il dialogo tra cardiologi ed ematologi; con la European Society for Radiotherapy and Oncology (ESTRO) per aggiornamenti sulla radioterapia; con il JACC Cardio Oncology per l’analisi dei nuovi paradigmi nella gestione dei casi clinici; con l’International Cardio Oncology Society (ICOS) per definire le best practice nei servizi di cardio-oncologia; con l’European Heart Journal (EHJ) per una panoramica delle principali novità dell’anno.
Teresa López-Fernandez, co-presidente dell’evento, ha aggiunto:
questa conferenza riunisce cardiologi, oncologi, ematologi e altri esperti per migliorare l’assistenza ai pazienti a rischio di cardiotossicità a seguito di trattamenti oncologici. La collaborazione tra le varie specialità è fondamentale per ottenere risultati migliori.”



