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Depressione, tre domande per individuarla

Un questionario breve, sperimentato su un'ampia popolazione negli Stati Uniti, ha dimostrato di poter essere efficacemente utilizzato come strumento di screening

Per identificare i sintomi di uno stato depressivo il Medico di medicina generale, oltre alle osservazioni cliniche  e alla raccolta anamnestica, può utilizzare strumenti più specifici, come questionari validati, che facilitano una valutazione oggettiva di quanto riferito dal paziente.

Tra quelli più utilizzati negli Stati Uniti, nell’ambito delle cure primarie, c’è il PHQ-9 (Patient Health Questionnaire a 9 item), una scala di valutazione dei sintomi della depressione. Al paziente viene chiesto di valutare con un punteggio da 0 a 3 (o =mai, 1= in alcuni giorni, 2= più della metà dei giorni, 3= quasi tutti i giorni) con quale frequenza si manifestano 9 sintomi della depressione. In seguito viene chiesto al paziente di indicare come questi sintomi incidono sulla funzionalità fisica e psichica. Il punteggio finale indica l’eventuale presenza di una depressione e ne quantifica la gravità.

“Il PHQ-9 -precisa Roy H. Perlis psichiatra del Mass General Brigham in Boston (Usa) – non è stato concepito come strumento per una vera e propria diagnosi di depressione. È solo un modo per avviare un dialogo; e sebbene non sia perfetto, è utile.”

Uno dei limiti del PHQ-9 è il tempo abbastanza lungo richiesto dalla compilazione, che lo rende impegnativo per alcuni pazienti e difficile da applicare nelle visite in cui il medico ha un tempo limitato.

Per questo i ricercatori americani hanno sperimentato l’efficacia di una versione breve del questionario, PHQ-3, che comprende solo tre domande. I risultati, pubblicati su JAMA Network open, mostrano che il test semplificato ha avuto una sensibilità del 98% e una specificità del 76% nel predire almeno sintomi depressivi moderati o più gravi.

Lo studio con interviste online

I ricercatori hanno valutato i dati di quattro serie di interviste online condotte da novembre 2023 a luglio 2024. Nella prima serie, hanno identificato le tre domande da includere del questionario ridotto. Le quattro serie hanno avuto un totale di 96.234 partecipanti (57% donne; età media 47,3 anni).

I 3 item identificati per il PHQ-3 riguardano lo stato dell’umore, l’autostima e l’eventuale perdita di interesse o piecere nelle azioni quotidiane.

Nella popolazione totale dei pazienti, il 26% presentava sintomi depressivi moderati o più gravi, misurati da un punteggio PHQ-9 ≥ 10.

Il PHQ-3 ha avuto una sensibilità totale del 98% e una specificità del 76% nel predire almeno sintomi depressivi moderati o più gravi. In tutti i sottogruppi, la sensibilità del PHQ-3 è stata superiore al 94% ad eccezione dei partecipanti di età pari o superiore a 65 anni in cui è stat del 93%. Scrivono i ricercatori:

sebbene una scala ridotta non possa catturare l’intera gamma del PHQ-9, potrebbe facilitare un’indagine più ampia ed efficiente dei sintomi psichiatrici in campioni di popolazione generale quando è necessario ridurre al minimo il carico di lavoro dei partecipanti e/o i costi di raccolta dati”.

Secondo Perlis il PHQ-3 potrebbe essere uno strumento utile per lo screening di primo livello della depressione, con l’aggiunta di ulteriori domande se necessario:

la cosa più importante è che le persone si sottopongano a screening per la depressione e, se il risultato è positivo, siano indirizzati a una specialista per una valutazione più completa.”

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Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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