In occasione del convegno Nutrition 2025, meeting annuale dell’American Society of Nutrition, recentemente svoltosi a Orlando, in Florida (Usa), sono stati presentati nuovi dati su consumo di dolcificanti artificiali e rischio di diabete.
L’analisi riguarda 4.654 adulti (54,4% donne) arruolati nello studio CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults) con età media al basale (1985-86) di 25 anni.
I partecipanti sono stati seguiti per 30 anni; le abitudini alimentari sono state valutate all’inizio dello studio, a sette anni e quindi dopo 20 anni, calcolando gli apporti medi cumulativi dei dolcificanti artificiali assunti, di bevande dietetiche (diet drink) ossia bibite a ridotto contenuto calorico, oltre che di dolcificanti artificiali, come aspartame e saccarina.
La ricerca aveva l’obiettivo di valutare la relazione tra consumo di queste sostanze e incidenza di diabete, a sua volta definito da valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dL o da un test di tolleranza al glucosio per via orale, a due ore, con esito superiore a 200 mg/dL, valori di A1c ≥ 6.5%, oppure dall’uso di farmaci antidiabetici.
Il punto di forza di questo studio è rappresentato dalla lunga durata del follow-up che, nell’arco di 30 anni, conferma quanto era già stato evidenziato da altre ricerche. Nell’analisi è stata valutata anche la possibile influenza di fattori come età, genere, apporto calorico della dieta, etnia, educazione, attività fisica, fumo e alcool.
Un maggiore consumo di bibite dietetiche può raddoppiare il rischio di diabete
I partecipanti a più alto consumo di bevande dietetiche (quinto quintile) hanno mostrato un rischio più che doppio, e statisticamente significativo, di sviluppare diabete rispetto a quelli nel primo quintile (HR: 2,29).
Un risultato simile riguarda anche l’apporto di saccarina, con un HR di 2,1. Per l’apporto di dolcificanti artificiali come sucralosio (derivato del saccarosio) e aspartame non sono state, invece, rilevate associazione significative.
L’aggiustamento per la misura della circonferenza vita attenuava leggermente la forza dell’associazione ma, nel complesso, apporti più elevati di bevande dietetiche e di saccarina sono risultati associati con un aumentato rischio di sviluppare diabete.
Secondo gli Autori, i risultati mettono in luce la necessità di valutare gli effetti metabolici a lungo termine dei dolcificanti artificiali sul metabolismo glucidico; una precedente analisi basata sui dati dello studio CARDIA, da parte degli stessi autori, suggeriva che l’apporto a lungo termine di aspartame, saccarina o bibite dietetiche era legato a un maggior volume di tessuto adiposo a livello, sottocutaneo, intramuscolare e viscerale.
Viene pertanto raccomandato di limitare l’uso di qualsiasi dolcificante e di consumare bevande come acqua te, latte e caffè senza l’aggiunta di zucchero, oppure una piccola porzione di succo di frutta 100% così da limitare l’apporto calorico.



