In un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione, la sostenibilità dei sistemi di assistenza a lungo termine dipende sempre più dal ruolo dei caregiver informali. In Italia sono circa 13,5 milioni le persone che quotidianamente forniscono cure e supporto a familiari, amici o vicini, rappresentando una componente essenziale ma spesso invisibile del welfare socio-sanitario.
Uno studio condotto nell’ambito del progetto Age-It*, coordinato da Cecilia Tomassini (Università del Molise), evidenzia come l’aumento della longevità stia determinando un parallelo incremento degli anni dedicati al caregiving, con marcate disuguaglianze di genere. La ricerca introduce un nuovo indicatore, il Care Involvement Life Expectancy (CILE), che stima la quota di aspettativa di vita trascorsa in attività di assistenza non retribuita.
Secondo i dati ISTAT più recenti (2016), l’indice CILE mostra che, con l’aumentare della speranza di vita, cresce proporzionalmente anche il tempo dedicato alla cura. Il caregiving emerge così come una componente strutturale della vita adulta. L’andamento per età evidenzia un incremento nelle fasi giovani-adulte, un picco nella mezza età e una successiva riduzione in età avanzata.
Indice Cile (Care Involvement Life Expectancy), per genere e fascia d’età, dati 1998-20216

Le differenze tra uomini e donne risultano sistematiche. A parità di età, le donne dedicano una quota significativamente maggiore della propria vita alla cura. In particolare, tra i 25 e i 29 anni, per le donne il tempo futuro potenzialmente dedicato all’assistenza può raggiungere il 29-30%, contro il 22-23% degli uomini. In termini assoluti, ciò equivale a un’aspettativa di 16-17 anni di caregiving per le donne rispetto ai 12-13 anni per gli uomini, con un divario di circa quattro anni.
Questi dati evidenziano tutti i limiti del tradizionale modello di assistenza familiare, che ha storicamente delegato soprattutto alle donne il carico di cura. Gli autori sottolineano la necessità di politiche pubbliche più eque e sostenibili, capaci di riconoscere, misurare e supportare il ruolo dei caregiver, al fine di garantire la tenuta del sistema di assistenza e ridurre le disuguaglianze sociali e di genere.
*Age-it (Ageing Well in an Ageing Society) è il partenariato di ricerca sulle sfide dell’invecchiamento finanziato dal PNRR, coordinato dall’Università di Firenze e costituito da 27 enti, con oltre 800 esperti di diverse aree scientifiche appartenenti alle principali università italiane (Università di Firenze, Milano-Bicocca, Piemonte Orientale, Padova, Ca’ Foscari Venezia, Bologna, Sapienza, Federico II, Molise, Bari, Calabria, Bocconi, Cattolica, Università Vita-Salute San Raffaele, SISSA Trieste), Enti di ricerca (CNR, ISTAT, INPS, INRCA, Neuromed ) e alcune aziende di rilevanza nazionale



