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Pronto Diabete, consulenze gratuite in tutta Italia

Dal 4 al 15 maggio consulenze specialistiche gratuite in 50 centri e 100 farmacie per persone con Diabete tipo 2 (TD2)

Secondo il Global Burden of Disease, il diabete di tipo 2 è responsabile del 5,6% degli anni vissuti con disabilità, collocandosi tra le patologie croniche con il maggiore impatto sanitario e sociale. In Italia si stimano quasi 4 milioni di persone affette da diabete di tipo 2 (circa il 6,6% della popolazione). A queste si aggiunge una quota “invisibile” di oltre un milione di individui che convivono con la malattia senza averne diagnosi, oltre a milioni di persone ad alto rischio di svilupparla.

La campagna “Pronto Diabete” 2026 coinvolge 50 centri specialistici e circa 100 farmacie sul territorio italiano che dal 4 al 15 maggio offrono consulenze specialistiche gratuite a persone adulte con Diabete Mellito di Tipo 2 (DMT2)

Prenotazioni al Numero Verde 800 042747 e su www.prontodiabete.it.

Obiettivo della campagna, patrocinata della Società Italiana di Diabetologia (SID) e dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD), con l’adesione di Diabete Italia e Sistema Farmacia Italia (SFI) e realizzata in partnership con AstraZeneca Italia, è favorire una maggiore consapevolezza della malattia, rafforzare l’informazione e contribuire alla prevenzione delle complicanze cardiovascolari e renali.

Riccardo Candido, presidente Fondazione AMD, sottolinea il ruolo che anche il medico di medicina generale può avere nel contrasto al diabete.

Il medico di medicina generale ha un ruolo fondamentale, sia per la sua capillarità sul territorio sia perché rappresenta una figura centrale nella gestione della salute delle persone con diabete. Non è l’unico interlocutore, ma escluderlo dai tavoli organizzativi e dalla gestione della cronicità, soprattutto nel contesto di case e ospedali di comunità, rischia di compromettere l’efficacia delle strategie di cura. Il suo contributo è essenziale, insieme a quello degli specialisti, dei farmacisti e delle persone con diabete, all’interno di una rete integrata di presa in carico”.

Come migliorare la comunicazione medico-paziente nella gestione delle terapie e come coinvolgere le persone in pre-diabete o in condizione borderline?

La comunicazione è un elemento chiave: da un lato incide sull’aderenza terapeutica, dall’altro aiuta a ridurre l’inerzia terapeutica, che spesso ostacola l’adozione di soluzioni più innovative ed efficaci. Il coinvolgimento attivo di tutti i professionisti sanitari, ciascuno con il proprio contributo, consente di costruire un approccio più efficace e coordinato. Questo è particolarmente importante anche per intercettare e ingaggiare le persone in fase di pre-diabete, favorendo interventi precoci”.

Quale messaggio vuole lasciare ai medici di medicina generale, anche in tema di formazione?

È fondamentale lavorare in maniera integrata e sfruttare strumenti digitali come il teleconsulto. Questo permette di crescere insieme sul piano delle competenze e della formazione continua, migliorando la gestione delle patologie croniche come il diabete e, di conseguenza, la qualità di vita e la salute dei pazienti”.

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Pogliaghi
Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.

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