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Ipertensione lieve, nuove indicazioni per il trattamento farmacologico negli anziani

Utilizzando un punteggio di valutazione del rischio aggiornato si ridurrebbe dell'11% il numero di anziani per il quale è raccomandato un avvio immediato della terapia farmacologica

Da una ricerca da poco pubblicata negli Annals of Internal Medicine arrivano nuove indicazioni per il trattamento farmacologico di soggetti anziani con ipertensione arteriosa di Stadio 1 (sistolica 130-139 mmHg, diastolica 80-90 mmHg).

L’analisi trasversale ha riguardato i dati del National Health and Nutrition Examination Survey relativi a 3.000 soggetti di età compresa tra 65 e 79 anni e ha scoperto che l’11,4% di coloro che presentavano ipertensione di Stadio 1 non trattata, non soddisferebbe più i criteri per un trattamento immediato, secondo l’ultimo aggiornamento (2025) delle linee guida dell’American Heart Association e dell’American College of Cardiology.

Superare indicazioni al trattamento farmacologico legate all’età

Secondo le raccomandazioni precedenti, con ipertensione al primo stadio la terapia farmacologica era indicata in tutti i soggetti di età pari o superiore a 65 anni oppure con un rischio aterosclerotico a 10 anni superiore al 10%, e in presenza di diabete, malattia renale cronica, malattie cardiovascolari conclamate. Come spiega Sridhar Mangalesh, del Jacobi Medical Center, primo autore dello studio:

in passato, molti adulti over65 con ipertensione di Stadio 1 venivano avviati al trattamento farmacologico, soprattutto per ragioni legate all’età. Il nostro studio ha avuto lo scopo di comprendere come il cambiamento concettuale introdotto dalle nuove linee guida si traduca nella pratica, quali pazienti potrebbero non avere bisogno di un trattamento farmacologico immediato, e quali caratteristiche presentano”.

Per predire il rischio di eventi e di malattie cardiovascolari il nuovo studio ha impiegato il punteggio PREVENT, sviluppato per stimare il rischio, a 10 anni, di malattie cardiovascolari maggiori combinando informazioni su età, sesso, pressione arteriosa, livelli di colesterolo, funzione renale, presenza di diabete, abitudine al fumo e uso di farmaci, in un’unica misura di rischio assoluto.

I soggetti riclassificati come non eleggibili al trattamento immediato erano donne di età compresa tra 65 e 68 anni, non fumatrici, con livelli di colesterolo tra 4,0 e 6,8 mmol/L, colesterolo HDL tra 1,2 e 2,3 mmol/L, BMI tra 20 e 36, filtrato glomerulare stimato tra 73 e 99 mL/min/1,73 m² e pressione arteriosa sistolica tra 114 e 136 mmHg.

In ogni caso, anche secondo il nuovo schema, la maggioranza dei pazienti già in terapia con farmaci antipertensivi continuerebbe a essere eleggibile al trattamento, a causa della presenza di comorbidità ad alto rischio o di punteggi PREVENT elevati.

Approcci alternativi basati sullo stile di vita

Le linee guida per l’ipertensione del 2025 pongono una forte enfasi sulle modifiche dello stile di vita e, nei pazienti a basso rischio con ipertensione di Stadio 1, suggeriscono un approccio basato su una dieta povera di sale o sul regime DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) unita a 3-5 sessioni settimanali da 30 minuti di esercizio fisico.

Nei soggetti che riescono ad adottare con successo modifiche dello stile di vita, le nuove linee guida potrebbero consentire di rimandare la terapia farmacologica di alcuni anni, viene sottolineato.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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