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Radioterapia oncologica, occorrono investimenti e regole più chiare

Nella seconda edizione degli Stati Generali della Radioterapia Oncologica indicati gli obiettivi prioritari per utilizzare al meglio il nuovo potenziale di cura

Integrazione tra radioterapia e farmaci innovativi, rilancio della formazione specialistica, indicatori condivisi per l’impiego della radioterapia nelle Reti Oncologiche regionali.

Sono queste le priorità indicate da AIRO, Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica, nel corso della seconda edizione degli Stati Generali della Radioterapia Oncologica, realizzati su iniziativa del presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, on. Ugo Cappellacci.

Secondo Orazio Schillaci, ministro della Salute,:

La radioterapia rappresenta un ambito cruciale nelle terapie oncologiche. Garantire il suo utilizzo ottimale è una sfida che richiede aggiornamento continuo, multidisciplinarietà e una forte capacità di innovazione organizzativa e clinica, per una efficace integrazione nei percorsi di cura. Una sfida che ci chiama tutti, Istituzioni, professionisti, associazioni, realtà accademiche, realtà della ricerca e della formazione a un impegno forte, ciascuno per la propria parte

Integrazione tra radioterapia e farmaci più facile con la nuova legislazione europea

“La convergenza tra radioterapia e terapie farmacologiche innovative è una delle frontiere più promettenti dell’oncologia,- spiega Sandra Gallina, direttrice generale Salute e Sicurezza alimentare della Commissione Europea – ma oggi il potenziale di queste combinazioni emerge troppo spesso solo nella pratica clinica, con opportunità perse per i pazienti. La nuova legislazione farmaceutica crea le condizioni per accelerare lo sviluppo di radiofarmaci innovativi e dare pieno spazio alle radiazioni ionizzanti nell’Europe’s Beating Cancer Plan.”

La nuova generazione di radio-oncologi

Nel 2025, a fronte di 139 posti nelle scuole di specializzazione, si sono iscritti appena 42 specializzandi. Se la tendenza non si inverte – sottolinea AIRO – il Servizio Sanitario Nazionale rischia di non garantire cure radioterapiche adeguate nell’arco di poco più di un decennio, proprio mentre le diagnosi di malattie neoplastiche e il fabbisogno clinico continuano ad aumentare.

AIro chiede un impegno su più fronti: corsi obbligatori di radioterapia oncologica nelle lauree in Medicina e Chirurgia, con un numero di crediti formativi adeguati; master dedicati non solo ai radio-oncologi, ma anche a tecnici e fisici medici; borse di studio per gli specializzandi; campagne di sensibilizzazione che valorizzino il ruolo strategico della disciplina.

Nuove regole per la valutazione dei percorsi di cura

La radioterapia – sottolineano i radio-oncologi – ha assunto un ruolo crescente grazie all’innovazione tecnologica, ma permangono differenze territoriali rilevanti nell’accesso e nell’utilizzo dei trattamenti. L’introduzione di indicatori specifici per la radioterapia, da parte dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Age.Na.S.) consentirà una valutazione più completa dei percorsi oncologici: appropriatezza clinica, distribuzione territoriale dei trattamenti, qualità della vita, tollerabilità ed esiti funzionali.

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Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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