Al recente congresso della European Heart Rhythm Association (EHRA 2026) è stata presentata una ricerca che aveva l’obiettivo di quantificare l’incidenza dello scompenso cardiaco in soggetti con fibrillazione atriale (FA) identificata mediante esami di screening. Infatti, mentre il legame tra FA e scompenso è ben documentato nei pazienti con FA clinicamente manifesta, risultano ancora limitate le evidenze nei casi identificati tramite screening, spesso asintomatici.
Rischio triplo di scompenso nei pazienti con FA rilevata allo screening
L’analisi post-hoc degli studi svedesi STROKESTOP e STROKESTOP II, condotti su soggetti di età compresa tra 75 e 76 anni sottoposti a screening elettrocardiografico, ha fornito nuovi dati rilevanti. Su oltre 13.000 partecipanti complessivi, la FA di nuova diagnosi è stata identificata in alcune centinaia di individui; tra questi, circa il 20–23% ha sviluppato scompenso cardiaco durante un follow-up medio di 5–7 anni.
I risultati mostrano che la presenza di FA rilevata allo screening è associata a un rischio triplo di sviluppare scompenso cardiaco rispetto ai soggetti senza FA. Tale rischio risulta inoltre sovrapponibile a quello osservato nei pazienti con FA già nota clinicamente. Un elemento particolarmente rilevante è la tempistica: in molti casi lo scompenso cardiaco viene diagnosticato precocemente, entro sei mesi dall’identificazione della FA.
Questi dati indicano che anche la FA asintomatica non può essere considerata una condizione benigna. Al contrario, evidenziano la necessità di un’identificazione precoce sia della fibrillazione atriale sia dello scompenso cardiaco, al fine di avviare tempestivamente strategie terapeutiche e migliorare la prognosi clinica.
Una relazione bidirezionale
La relazione tra FA e scompenso cardiaco è bidirezionale: ciascuna condizione favorisce la progressione dell’altra. Come ha spiegato la dottoressa Gina Sado, dell’ospedale Danderyd di Stoccolma, in Svezia:
Insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale hanno una relazione bidirezionale e ognuna delle due condizioni accelera la progressione dell’altra, quindi è importante identificare e trattare precocemente l’insufficienza cardiaca nei pazienti con fibrillazione atriale.”



