La presenza di un qualsiasi disturbo del sonno potrebbe aumentare il rischio di sviluppare stenosi aortica, condizione associata all’invecchiamento con una prevalenza stimata del 5-10% negli over65, e favorita dagli stessi fattori di rischio dell’aterosclerosi. È quanto risulta da una ricerca condotta dall’Università della Pennsylvania, e pubblicata sull’American Journal of Preventive Cardiology.
Precedenti ricerche epidemiologiche avevano stabilito un nesso tra alterazione dei ritmi sonno-veglia e aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
Per quanto riguarda in particolare la relazione con la stenosi aortica (SA), per approfondire i risultati di studi precedenti i ricercatori hanno analizzato i dati della rete TriNetX e dello studio All of Us. Un primo gruppo di studio ha incluso dati di 8,8 milioni di pazienti di età superiore ai 50 anni, con o senza disturbi del sonno. Un secondo gruppo di validazione ha incluso i dati di 392.259 partecipanti negli Stati Uniti, 70.070 dei quali con una diagnosi di disturbo del sonno.
L’obiettivo principale di questo studio era quindi testare l’associazione tra disturbi del sonno e successiva incidenza di stenosi aortica. Al fine di esplorare i meccanismi potenziali alla base della relazione sono stati anche analizzati i dati biochimici relativi al profilo lipidico.
Le apnee notturne aumentano il rischio di stenosi aortica
I soggetti con disturbi del sonno hanno mostrato un rischio più che doppio di sviluppare SA (HR: 2,61); un rischio triplo è stato rilevato per le apnee notturne (HR: 3,04). L’analisi statistica ha tenuto conto della possibile influenza di altre patologie e variabili confondenti come ipertensione, iperlipidemia, diabete, malattia renale cronica, genere e indice di massa corporea.
Il modello aggiustato ha in seguito mostrato che la presenza di un qualsiasi disturbo del sonno è risultata associata a un rischio aumentato di stenosi aortica del 15% (HR: 1,15; IC al 95%: 1,13-1,83). L’associazione più robusta è stata tuttavia osservata per le apnee notturne, che interessavano il 7% dei soggetti esaminati, con un aumento del rischio del 20% (HR: 1,2; IC al 95% 1,17-1,24). Altre malattie che contribuiscono al rischio di insorgenza di stenosi aortica sono la narcolessia (HR: 1,28), l’ipersonnia (HR: 1,18) e i disturbi del movimento durante il sonno (HR: 1,19).
La relazione tra disturbi del sonno e stenosi aortica si è mantenuta solida anche dopo l’aggiustamento per i fattori di rischio cardiovascolare tradizionali. Questo suggerisce, secondo gli Autori, che i disturbi del sonno possono avere un ruolo indipendente nel determinarne il profilo di rischio e quindi appaiono come potenziali fattori di rischio modificabili, sebbene la dislipidemia svolga un ruolo importante nel mediarlo.



