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Teva Italia, un contributo strategico al Servizio sanitario nazionale

Nell'arco di un triennio l’azienda ha generato risparmi stimati in oltre 1,16 miliardi di euro per il SSN grazie alla diffusione dei farmaci equivalenti

A trent’anni dal suo ingresso in Italia, Teva traccia un bilancio del proprio contributo al sistema sanitario nazionale, evidenziando il ruolo strategico svolto nell’accesso alle cure, nella sostenibilità economica e nello sviluppo dell’innovazione terapeutica. I dati sono stati presentati a Roma durante l’evento “Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema”, realizzato in collaborazione con The European House – Ambrosetti.

Dal 2022 al 2025 l’azienda ha generato risparmi stimati in oltre 1,16 miliardi di euro per il Servizio sanitario nazionale grazie alla diffusione dei farmaci equivalenti, di cui 350 milioni nel solo 2025. Nello stesso periodo sono state distribuite oltre 400 milioni di confezioni nel canale farmacia e più di 552 milioni di unità nel canale ospedaliero, confermando Teva come uno dei principali partner del sistema salute italiano. Oggi, infatti, quasi un farmaco equivalente su quattro distribuito in Italia è un prodotto Teva.

Il ruolo dei farmaci equivalenti assume un’importanza crescente in un Paese caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche. Attualmente circa 13 milioni di italiani convivono con almeno due malattie croniche, una condizione che richiede terapie continuative e accessibili nel tempo. Secondo gli esperti, l’utilizzo dei farmaci equivalenti contribuisce a garantire continuità terapeutica e a liberare risorse da destinare all’innovazione.

Permangono tuttavia criticità. L’Italia resta tra i Paesi europei con la minore diffusione dei farmaci equivalenti: rappresentano solo il 9% del mercato farmaceutico in valore, contro il 54% del Regno Unito e il 30% della Francia. Inoltre, la scelta dei farmaci di marca a brevetto scaduto determina una spesa aggiuntiva per i cittadini stimata in circa 1,1 miliardi di euro all’anno.

L’impegno nella ricerca

Accanto all’accessibilità delle cure, Teva ha rafforzato il proprio impegno nella ricerca, investendo quasi 3 milioni di euro tra il 2022 e il 2025. Le principali aree di sviluppo riguardano le neuroscienze e l’immunologia, con progetti dedicati a emicrania, schizofrenia, atrofia multisistemica, asma, vitiligine, malattie infiammatorie croniche intestinali e celiachia.

Particolare attenzione è rivolta alla Brain Health, ambito emergente che comprende patologie neurologiche e psichiatriche responsabili di oltre il 18% della perdita globale di salute. Nell’emicrania, l’azienda ha sviluppato un programma di ricerca articolato in 35 studi e oltre 105 pubblicazioni scientifiche, coinvolgendo anche numerosi centri italiani.

Per Teva, il futuro della sanità passa dall’integrazione tra accesso alle cure e innovazione, considerate due elementi complementari per garantire un sistema sanitario più sostenibile, efficiente e capace di rispondere ai bisogni di salute delle prossime generazioni.

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Redazione

articolo a cura della redazione

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