Imbarazzo e vergogna pesano sulla salute della prostata

prostataImbarazzo e vergogna pesano sulla salute della prostata e sui controlli per l’IPB (ipertrofia prostatica benigna), con il risultato che più del 30 per cento degli uomini nel nostro Paese non si sottopone alle visite urologiche di routine. A rivelarlo sono i risultati di un’indagine, che sono stati presentati in occasione del mese della prevenzione urologica (lo scorso giugno). Gli uomini si imbarazzano di fronte al medico, e non vorrebbero far sapere ad amici o parenti di essersi sottoposti a una visita urologica. Tra i più timidi e restii gli uomini tra i 40 e i 59 anni (64 per cento) soprattutto del Sud (37 per cento), principalmente impiegati (21 per cento) e liberi professionisti (16 per cento). L’indagine è stata condotta da Quanta System Observatory su circa 1.200 uomini di età compresa tra i 30 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate, per scoprire perché così tanti italiani non si sottopongono ai controlli medici per il monitoraggio della prostata. Se al primo posto ci sono il persistente pudore di essere visitati dall’urologo e la vergogna che altri siano a conoscenza dei problemi di salute personali, non mancano nemmeno quelli che hanno paura di doversi sottoporre a un intervento chirurgico, coloro che hanno paura della possibilità che insorgano eventuali effetti collaterali dopo l’intervento e, nonostante il passare degli anni e l’arrivo dei primi sintomi, si ostinano a non accettare il problema (15 per cento).

L’IPB non rappresenta un vero e proprio pericolo, ma se sintomatica e non trattata può compromettere significativamente la qualità della vita di chi ne soffre. Oggi la patologia si può curare con successo. Un’opzione che si è dimostrata molto efficace è la prostatectomia transuretrale con laser al tullio (ThuLEP). Si tratta di una metodica “made in Italy” (Quanta System) che sfrutta un laser ad alta potenza e che permette di eseguire interventi in modo preciso e rapido, addirittura in “one-day-clinic”.

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