Padova leader in Italia per i trapianti di rene

L’equipe del Centro di chirurgia dei trapianti di rene e pancreas dell’Azienda ospedaliera-Università di Padova

2050 trapianti di rene effettuati, con una media di 150  l’anno. Questi i numeri da record del Centro di Chirurgia dei Trapianti di Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova diretto dal Prof. Paolo Rigotti. L’attività  del Centro è iniziata nel 1988 con il primo trapianto di rene da donatore deceduto e successivamente, nel 1991, si è estesa ai trapianti combinato di rene e pancreas e di rene da donatore vivente; inoltre nel 1999 è stato effettuato uno dei primi doppi trapianti di rene in Italia da donatore anziano.

Nella storia quasi trentennale del Centro il numero dei trapianti è cresciuto esponenzialmente passando dalla media di 15 trapianti l’anno degli inizi ai 161 trapianti di rene di cui 50 da donatore vivente nel 2016, che mette in centro padovano al primo posto in Italia. L’Ospedale attribuisce questo incremento di trapianti non solo all’aumento dei donatori, ma anche allo sforzo di utilizzare al meglio tutte le risorse che possono incrementare il pool dei donatori disponibili. Per perseguire questo obiettivo il Centro Trapianti di Padova si è impegnato a sviluppare due programmi in particolare: il doppio trapianto di rene, che ha consentito di allargare i criteri di idoneità alla donazione e il trapianto di rene da donatore vivente.

Nel caso del trapianto da donatore deceduto l’equipe di Padova ha elaborato strategie per aumentare l’utilizzo di organi in età avanzata, con nuove tecniche per valutare la qualità degli organi e particolari tecniche chirurgiche, tra cui il doppio trapianto di rene. Anche la donazione da vivente rappresenta una risorsa che può essere implementata al fine di fronteggiare la carenza di organi. Il Centro di Padova ha adottato tecniche chirurgiche all’avanguardia, come l’esecuzione del prelievo di rene con tecnica laparoscopica, ha applicato terapie farmacologiche ed aferetiche innovative per poter eseguire il trapianto anche in presenza di incompatibilità di gruppo sanguigno.

Mentre in passato l’incompatibilità di gruppo sanguigno era considerata una controindicazione assoluta al trapianto, queste procedure hanno consentito di procedere comunque con il trapianto con ottimi risultati, aumentando il numero di donazioni da vivente.