Responsabilità professionale. La nuova legge piace a medici e operatori sanitari

Sono generalmente positivi i commenti al nuovo testo di legge “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, approvato il 28 febbraio dalla Camera dei Deputati.

Secondo Silvestro Scotti, Segretario nazionale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale)

è un’ottima legge che se da un lato consentirà ai medici di lavorare più serenamente secondo scienza e coscienza, dall’altro offre maggiore tutela e certezza dei risarcimenti ai cittadini.

Le novità più importanti della normativa, secondo Scotti sono la natura extracontrattuale del rapporto tra il medico di famiglia e il suo assistito, che potrà così ottenere il risarcimento dal soggetto economicamente più solido, ossia la Asl. Inoltre il testo fa esplicito riferimento all’obbligo di utilizzare le tabelle che quantificano i risarcimenti.

“L’aver poi escluso la colpa grave nel caso siano rispettate linee guida e buone pratiche assistenziali – conclude Scotti – consentirà ai medici di lavorare con più serenità, senza ricorrere a quella medicina difensiva, che produce inappropriatezza e sprechi”.

Commenti positivi arrivano anche da altre organizzazioni del mondo della sanità

Il Presidente della Federazione di Asl e Ospedali (Fiaso), Francesco Ripa di Meana lo definisce “un buon provvedimento già nella stesura iniziale, che è poi diventato ottimo grazie alla disponibilità all’ascolto di manager e professionisti sanitari da parte delle Commissioni parlamentari competenti. Si chiarisce una volta per tutte la natura contrattuale del rapporto tra cittadino ed Azienda, chiamata a rispondere direttamente o per mezzo di assicurazioni in caso di risarcimento.

Una garanzia per il cittadino che vede così garantito il suo diritto all’indennizzo dal soggetto economicamente più solido.

“Dall’altro lato – prosegue Ripa di Meana – la previsione di escludere la colpa grave nel caso il medico rispetti le buone pratiche assistenziali e le linee guida, ‘come definite e pubblicate ai sensi di legge’, aiuterà a creare un clima più sereno in Asl e Ospedali anche con il superamento del meccanismo della rivalsa delle Aziende sui professionisti senza un giudizio terzo, contrastando così il fenomeno della medicina difensiva”.

“Con l’istituzione dell’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità –AGENAS diventa sempre di più punto di riferimento di un vero e proprio cambiamento culturale e luogo di discussione e di condivisione di conoscenze, esperienze e competenze.”, sottolinea Luca Coletto presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS).

“Un passo avanti per tutto il sistema sanitario nazionale, che non perderà più ogni anno oltre dieci miliardi di euro per effetto delle cause di risarcimento. Effetto importante sarà l’aumento della qualità e dell’efficacia delle prestazioni sanitarie negli ospedali italiani, a tutto vantaggio dei pazienti. Una soddisfazione enorme anche per l’Acoi che per anni si è impegnata nelle sedi istituzionali per sollecitare l’approvazione di questa legge.” Lo affermano Diego Piazza e Pierluigi Marini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

Secondo Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG): “È una legge di civiltà, che segna un tassello decisivo nella riorganizzazione delle professioni sanitarie. Ed è un passo in avanti nel miglioramento della qualità delle cure, grazie all’identificazione delle buone pratiche cliniche”.

Secondo Costantino Troise Segretario Nazionale Anaao Assomed: “il Parlamento è riuscito a dare una risposta complessiva al delicato tema della responsabilità professionale, intrinsecamente legato a quello della sicurezza delle cure, per gli operatori ed i pazienti. Una legge che ha anche il merito di riportare la politica a riempire un vuoto impropriamente occupato in questi anni dalla magistratura e dalla sua esegesi creativa non sempre equilibrata

“Ci sarà ancora molto da fare per garantire agli italiani un SSN degno della capacità e della tradizione delle nostre scuole mediche e dei professionisti che vi si formano. Però oggi, finalmente, è stato segnato un punto importante verso un progresso di civiltà”, ha detto Biagio Papotto segretario della Cisl Medici.

FISM esprime la propria approvazione e soddisfazione per un’iniziativa legislativa che attribuisce alla professione medica e al rapporto medico-paziente il ruolo di baricentro dei processi di diagnosi e cura.” Si legge in un comunicato stampa della Federazione delle società medico scientifiche italiane che conclude

Riteniamo che il nuovo DDL permetterà di compiere significativi progressi nella riduzione dei costi generati dalla medicina difensiva e nella riduzione dei contenziosi legali.

Più critica la posizione di Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC (associazione anestesisti rianimatori), che afferma: “A fronte di alcuni passi in avanti, permangono, secondo l’Associazione, criticità ed ambiguità che potrebbero ancora una volta penalizzare il personale sanitario e non tutelarlo dal rischio della denuncia “selvaggia”. Nel provvedimento sono del tutto assenti norme finalizzate a prevenire e scoraggiare le richieste di risarcimento pretestuose e/o infondate, non vengono sciolti i nodi relativi ai casi di punibilità penale, rinviandone l’applicabilità all’onere, che permane, di provare di aver operato nel rispetto delle Linee Guida e Raccomandazioni e che le stesse siano adeguate al caso concreto. Il provvedimento non esclude inoltre il rischio per l’operatore sanitario di essere coinvolto direttamente in un’azione di risarcimento”.