Cancro della tiroide, esperti Usa sconsigliano lo screening di massa

Sottoporre soggetti asintomatici a uno screening di massa per il cancro della tiroide  non è utile. Lo dice la  Task Force per i servizi di prevenzione degli Stati Uniti (US Preventive Services Task Force – USPSTF), che ha aggiornato in tal senso le raccomandazioni per il servizio sanitario statunitense. L’indagine è stata pubblicata sulla rivista JAMA (Journal of American Medical Association).

USPSTF ha preso in esame le evidenze sul rapporto rischio e benefici dello screening per il cancro alla tiroide negli adulti asintomatici, l’accuratezza diagnostica dello screening con palpazione del collo e con l’utilizzo di ultrasuoni e i benefici sul trattamento di questo tipo di tumore scoperto con lo screening.

Negli Stati Uniti l’incidenza di cancro della tiroide è aumentata del 4,5% all’anno negli ultimi 10 anni, più velocemenete di qualsiasi altro cancro, ma senza una corrispondente modifica del tasso di mortalità. Nel 2013, l’incidenza del carcinoma della tiroide negli USA è stata di 15,3 casi per 100.000 persone. La maggior parte dei casi di questo tipo di cancro ha una buona prognosi; il tasso di sopravvivenza a 5 anni complessivamente è del 98,1%.

L’USPSTF non ha rilevato evidenze sui vantaggi dello screening di massa che, data la relativa rarità del cancro della tiroide, non sono superiori a quelle dei normali esami. Inoltre gli studi osservazionali non mostrano alcun cambiamento nel tasso di mortalità dopo l’introduzione di un programma di screening di massa. Anche se non ci sono evidenze di rischi legati direttamente allo screening si può considerare almeno moderato il rischio indiretto di sovradiagnosi e trattamenti inutili, associabili a uno screening di popolazione.

Di qui la conclusione che il rischio supera il beneficio per lo screening di massa della tiroide.

Nello stesso numero di JAMA un editoriale di Anne Cappola, della Perelman School of Medicine, University of Pennsylvania, Philadelphia (USA) raccomanda di tenere comunque alta l’attenzione sullo screening per il carcinoma della tiroide, per il quale sarebbe utile una tecnica non invasiva, radiografica o di biomarcatori, per distinguere tra i noduli che presentano cellule tiroidee che lasciano la capsula e causano morbilità e quei noduli in cui ciò non succede.