Il vaccino antinfluenzale abbassa il rischio di mortalità per scompenso cardiaco

Le vaccinazioni contro l’influenza e la polmonite sono associate a un minor numero di decessi ospedalieri nei pazienti con insufficienza cardiaca. Il dato emerge da uno studio americano su quasi 3 milioni di pazienti presentato all’ESC 2020, il congresso della Società Europea di Cardiologia, in corso in questi giorni, interamente in modalità virtuale.

Nonostante sia noto che le vaccinazioni che le infezioni respiratorie esacerbino l’insufficienza cardiaca, pochi studi hanno confrontato gli esiti della malattia nei pazienti vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Questo studio ha esaminato sei soggetti immunizzati avessero un rischio differente rispetto a chi non è stato vaccinato.

Lo studio

Lo studio ha incluso 2.912.137 pazienti con scompenso cardiaco ricoverati in ospedale dal 2010 al 2014. L’età media era di 70 anni. I dati sono stati ottenuti dal National Inpatient Sample (NIS), che copre oltre il 95% della popolazione degli Stati Uniti.

Solo l’1,4% dei pazienti nello studio era vaccinato contro l’influenza. I tassi di mortalità intraospedaliera erano significativamente inferiori nei pazienti che hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale (1,3%) rispetto a quelli che non hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale (3,6%). Allo stesso modo, i tassi di mortalità intraospedaliera erano significativamente inferiori nei pazienti vaccinati contro la polmonite (1,2%) rispetto a quelli che non vaccinati (3,6%).

“La pandemia COVID-19 ha puntato i riflettori sull’importanza della vaccinazione per prevenire le infezioni respiratorie, in particolare per le persone con malattie come l’insufficienza cardiaca – ha detto l’autore dello studio, Karthik Gonuguntla dell’Università del Connecticut. – Il nostro studio fornisce un ulteriore impulso per le vaccinazioni annuali nei pazienti cardiopatici. Nonostante esistano da tempo raccomandazioni in questo senso, l’adesione alle campagne vaccinali rimane bassa. Sebbene i database amministrativi di grandi dimensioni come il NIS siano soggetti aderrori, i dati indicano che siamo molto lontani da una copertura adeguata. “

In conclusione l’autore dello studio ricorda che: “I vaccini contro la polmonite e l’influenza sono vitali per prevenire queste infezioni respiratorie e proteggere i pazienti con insufficienza cardiaca. Sebbene molte persone abbiano rifiutato vaccini comuni e sicuri prima di COVID-19, sono ottimista sul fatto che la pandemia abbia cambiato la percezione del ruolo delle vaccinazioni per salvaguardare la nostra salute “.

Ultimo aggiornamento il 31 Agosto 2020 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.