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Bpco, in arrivo la revisione della nota 99

Il provvedimento potrebbe dare al medico di medicina generale una maggiore autonomia nella gestione terapeutica del paziente

La revisione della Nota 99 dell’AIFA, che regola la prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dei farmaci inalatori per il trattamento di mantenimento della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è un provvedimento atteso da tempo e auspicato sia dai medici di famiglia sia dalle associazioni dei pazienti

La revisione sembra in dirittura d’arrivo. In attesa della pubblicazione Gazzetta Ufficiale facciamo il punto della situazione con Salvatore D’Antonio, pneumologo, medico internista e presidente dell’Associazione italiana pazienti BPCO Onlus, che ci ricorda:

La Nota 99, introdotta da AIFA nel 2020, ha regolamentato l’accesso alla prescrizione delle terapie inalatorie nella broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), prevedendo la conferma diagnostica attraverso la spirometria e definendo i criteri per l’impiego delle terapie triple inalatorie, rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale”.

Nel corso degli anni quali aspetti hanno richiesto maggiore attenzione?

L’applicazione della Nota 99 ha evidenziato alcuni elementi che hanno alimentato il dibattito scientifico. In particolare, l’evoluzione delle raccomandazioni internazionali ha progressivamente attribuito maggiore importanza, non soltanto ai parametri funzionali respiratori, ma anche agli aspetti clinici della malattia, come la presenza e la frequenza delle riacutizzazioni. Parallelamente, si è sviluppata una riflessione sull’opportunità di integrare maggiormente i dati spirometrici con la valutazione complessiva del paziente.”

Quali sono le principali novità attese dall’aggiornamento della Nota 99?

L’orientamento sembra essere quello di mantenere la necessità della conferma diagnostica mediante spirometria, passaggio imprescindibile per la diagnosi di BPCO, ma al tempo stesso di valorizzare maggiormente il quadro clinico del paziente. In particolare, le riacutizzazioni e l’andamento della malattia dovrebbero assumere un ruolo più rilevante nel percorso decisionale terapeutico.”

Che impatto potrebbe avere questa revisione sulla pratica del medico di medicina generale?

Una volta confermata la diagnosi, il medico di medicina generale potrebbe avere una maggiore autonomia nella gestione terapeutica del paziente, seguendo un percorso graduale e coerente con le raccomandazioni internazionali. L’obiettivo è consentire un adeguamento della terapia in funzione della risposta clinica del paziente, fino ad arrivare, quando indicato, alla triplice terapia inalatoria”.

Quale dovrebbe essere oggi l’approccio terapeutico nella BPCO?

Le raccomandazioni GOLD suggeriscono generalmente di iniziare con la duplice broncodilatazione LABA-LAMA nei pazienti che ne hanno indicazione. Successivamente, sulla base della risposta clinica, del numero di riacutizzazioni e di altri parametri, tra cui la conta degli eosinofili, può essere valutato il passaggio alla triplice terapia.”

Perché è importante favorire l’accesso appropriato alla triplice terapia quando indicata?

L’utilizzo di un unico device contenente i tre principi attivi può offrire vantaggi in termini di semplicità terapeutica e aderenza al trattamento. Inoltre, la disponibilità di una terapia integrata consente di ottimizzare la gestione del paziente, favorendo una maggiore continuità terapeutica. È  stato inoltre dimostrato, con recenti lavori scientifici, che  l’uso della triplice terapia in unico device ha ridotto la mortalità nei pazienti affetti da BPCO.”

Quali vantaggi può offrire la triplice terapia in un unico device, sia per il paziente sia per il Servizio sanitario nazionale?

L’impiego della triplice terapia in un unico inalatore può favorire una maggiore semplicità di utilizzo e una migliore aderenza al trattamento, aspetti particolarmente importanti in una patologia cronica come la BPCO. Ridurre il numero di dispositivi da utilizzare quotidianamente può contribuire a migliorare la continuità terapeutica e la gestione della malattia nella vita reale.”

Dal punto di vista clinico, una maggiore aderenza può tradursi in un migliore controllo dei sintomi e in una riduzione del rischio di riacutizzazioni, eventi che hanno un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente e sul decorso della malattia.

Anche sotto il profilo organizzativo ed economico, la disponibilità di un unico device rappresenta un’opportunità. Una gestione più efficace della terapia e una migliore aderenza possono contribuire a ridurre il ricorso a visite, accessi ospedalieri e interventi correlati alle riacutizzazioni. Inoltre, la prescrizione della triplice associazione in un unico dispositivo può favorire una maggiore appropriatezza prescrittiva e una migliore sostenibilità complessiva per il Servizio sanitario nazionale.”

Quali messaggi ritiene più importanti per i medici di medicina generale?

Tre aspetti meritano particolare attenzione: anzitutto la conferma diagnostica mediante spirometria; in secondo luogo, una corretta interpretazione dell’esame funzionale respiratorio; infine, la valutazione clinica del paziente, con particolare attenzione alle riacutizzazioni. Oggi sappiamo che le riacutizzazioni rappresentano un evento di grande rilevanza prognostica e devono essere considerate un elemento centrale nella scelta e nell’intensificazione della terapia.”

AIFAbpcoNota 99
Pogliaghi
Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.

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