Violenze sui medici, le richieste della Fnomceo al governo

Accelerare l’iter di approvazione del disegno di legge contro la violenza sugli operatori sanitari e attuare misure di prevenzione come l’istituzione di posti di Polizia nei Pronto soccorso di maggiore affluenza e la presenza di vigilantes sulle ambulanze nelle aree di maggiore criticità.

Lo chiede Filippo Anelli presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) a commento degli ultimi episodi di violenza nei confronti di sanitari avvenuti a Napoli.

Questa è diventata una vera emergenza – ha dichiarato Anelli all’ANSA – e lo Stato deve trovare le risorse economiche per attuare una risposta forte”. Per prevenire gli episodi di violenza nei confronti di medici e operatori sanitari è fondamentale anche aumentare le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro. Per questo sarebbe opportuno trasferire tutte le postazioni di guardia medica territoriale in ambienti protetti e sicuri come, ad esempio, gli ospedali o le caserme di vigili urbani e carabinieri.

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha annunciato che “dal 15 gennaio saranno attive le prime telecamere sulle ambulanze in servizio nel territorio di Napoli ed è prevista la realizzazione da parte dei presidi ospedalieri di sistemi di videosorveglianza collegati con le centrali delle Forze di polizia”.

Nessun medico deve essere lasciato solo, a garantire assistenza in condizioni di sicurezza precaria – ha dichiarato Anelli in un’intervista a Quotidiano Sanità –. Sono 1200 l’anno le aggressioni denunciate, quasi tre volte di più quelle reali. Una vera carneficina silenziosa, perché spesso esse non vengono rese note per vergogna, per senso di pudore verso una denuncia che porterebbe allo scoperto situazioni di inadeguatezza o perché, addirittura, le aggressioni sono considerate una naturale componente del rischio professionale.

Tra gli interventi che riteniamo utili e necessari, l’ampliamento della procedibilità d’ufficio; la ricollocazione degli ambulatori di guardia medica in ambiente protetto; l’istituzione, presso ciascun pronto soccorso, di un presidio fisso di polizia e quindi idoneo a garantire un’adeguata tutela dell’incolumità e della sicurezza del personale, composto da almeno un ufficiale di polizia e da un numero di agenti proporzionato al bacino di utenza e al livello di rischio della struttura interessata .

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Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.