Diabete, ampliare il ruolo del MMG per rispondere alle esigenze dei pazienti

“Chiediamo che venga dato al medico di medicina generale il diritto di prescrivere i nuovi farmaci e che il paziente sia in grado di accedervi in maniera semplice.”

È l’esplicita richiesta formulata da Rita Lidia Stara del Comitato Direttivo Diabete Italia, durante il webinar “Cura del diabete e MMG: un attore chiave del processo di cura con le armi spuntate”, organizzato da Diabete Italia Onlus e Motore Sanità. Il webinar ha affrontato il tema dell’assistenza ai diabetici, che fa registrare ritardi nella diagnosi e soprattutto nella prescrizione di una terapia adeguata, lasciando i pazienti esposti al rischio di temibili complicanze come coronaropatie, retinopatie, insufficienza renale, patologie dei piedi e degli arti inferiori.

Il ruolo del MMG nell’assistenza ai diabetici

“Il medico di medicina generale deve entrare sempre di più nella gestione di questi pazienti – conferma Agostino Consoli, ordinario di Endocrinologia all’Università ‘G. d’Annunzio’ di Chieti e presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID).

Secondo Consoli ai pazienti con il diabete si deve garantire innanzitutto un approccio multidisciplinare per lo screening delle possibili complicanze. Quando la patologia è adeguatamente trattata il paziente diabetico può essere seguito prevalentemente dal medico di medicina generale. In questo senso l’organizzazione delle cure deve essere razionalizzata.

Uno dei punti critici riguarda la possibilità di prescrivere farmaci antidiabetici di provocata efficacia, come SGLT2, DDP4 e GLP1, attualmente non concessa al MMG.

È assurdo – ha detto Consoli – che il Medico di Medicina Generale non venga considerato capace di giudicare se un trattamento è efficace o meno perché, a prescindere dal grado di controllo del paziente, è costretto ad inviarlo dallo specialista per avere la vidimazione di un piano terapeutico. “

“Le società scientifiche e la stessa SID  – ha ricordato Consoli – sostengono che nel momento in cui il paziente ha un rischio cardiovascolare alto o se il paziente ha già una patologia cardiovascolare deve essere trattato con un farmaco innovativo, della nuova generazione degli antidiabetici.”

I diabetologi sostengono l’allargamento al MMG della prescrizione degli antidiabetici

“L’interlocuzione con AIFA è costante e tentiamo di sollecitarla il più frequentemente possibile per ottenere un riscontro circa l’allargamento della prescrizione dei farmaci per la Medicina generale e, ove possibile, l’abolizione di alcuni piani terapeutici – ha spiegato Paolo Di Bartolo, presidente AMD, Associazione Medici Diabetologi -. E’ un tema all’ordine del giorno in ogni riunione ma che sistematicamente la situazione emergenziale sanitaria posticipa. Sono molto fiducioso e spero a giugno che si possa iniziare questa nuova avventura.”

Credo fortemente – ha aggiunto Di Bartolo – che la rete di assistenza clinica al paziente con diabete, costituita da nodi quali le Diabetologie, i grandi Centri iperspecialistici, i piccoli Centri e la Medicina generale, deve essere tenuta unita dalla digitalizzazione e dalla possibilità di poter prescrivere e avere pari dignità di prescrizione. Il diabetologo stesso ovviamente darà il suo contributo per prescrivere in modo appropriato, ma anche per aiutare il medico di medicina generale a sviluppare velocemente le competenze e le conoscenze per ben prescrivere.

La definizione di un percorso di cura integrato per il diabetico

“Considerare il medico di medicina generale un professionista non competente a prescrivere tali farmaci e considerare che i farmaci innovativi sono costosi senza calcolarne i benefici è il vero limite culturale di quello che sta accadendo.” – ha precisato Claudio Cricelli, Presidente SIMG.
“Disponiamo ormai di nuove tecnologie e le nostre cartelle cliniche sono pronte a rendere conto di tutto quello che facciamo.”

“L’aspetto farmaci e prescrizione è un aspetto fondamentale e riusciremo a risolverlo grazie alle intese tra specialisti e medici di medicina generale già avviate – ha rassicurato Paola Pisanti, Consulente esperto malattie croniche, Ministero della Salute -.

“Si risolverà facendo attenzione alle esigenze delle persone con diabete, grazie al contributo stesso delle associazioni di pazienti che quotidianamente raccolgono i loro bisogni; grazie al lavoro dei professionisti che non devono creare confusione tra i ruoli e quindi nei confronti del paziente stesso, e grazie all’organizzazione che sicuramente deve adattarsi a questo ruolo di integrazione specialista-ospedale-territorio strutture intermedie”.

“La gestione integrata del malato deve infatti prevedere l’intervento del medico di medicina generale e dello specialista a seconda della condizione clinica del paziente, in un percorso sempre integrato in cui entra anche un altro attore, il farmacista che può lavorare molto sull’aderenza terapeutica, vale a dire può aiutare il medico di medicina generale e lo specialista nel favorire l’aderenza terapeutica di quelle persone in gestione integrata tra medico di medicina generale-specialista-farmacista. Ricordo che abbiamo avviato in sette regioni italiane una sperimentazione sul ruolo del farmacista di comunità nella gestione della malattia cronica”.

Ultimo aggiornamento il 22 Aprile 2021 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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