Influenza 2021, le previsioni e le raccomandazioni per la vaccinazione

“Ci aspettiamo dai 4 ai 6 milioni di casi”. Questa la previsione del virologo Fabrizio Pregliasco sull’epidemia di influenza attesa per la stagione 2021-22. Nella scorsa stagione invernale il sistema di sorveglianza Influnet ha stimato circa 2,4 milioni di casi di influenza contro i 7,6 milioni dell’annata precedente. Un netto calo attribuibile all’effetto del distanziamento sociale, uso delle mascherine e le altre misure di protezione dal Covid-19.

L’allentamento di queste misure dovrebbe portare al ritorno della classica epidemia influenzale, di cui sono stati già identificati singoli casi in diverse regioni italiane, attribuiti al virus influenzale A/H3. Gli esperti prevedono quindi un’epidemia di proporzioni medie, che però potrebbe andare a sommarsi a un’eventuale ripresa della pandemia da SARS-CoV-2.

L’influenza non si è sovrapposta alla pandemia da SARS-CoV-2

In realtà il temuto effetto  “twindemic”, ossia l’epidemia di influenza che va a mettere sotto pressione le strutture ospedaliere in contemporaneamente al Covid-19 non si è mai verificata, come ha notato Rita Rubin, in un editoriale pubblicato da JAMA network alla fine di agosto. La Rubin riporta questi dati che riguardano gli Stati Uniti: tra il 3 ottobre 2020 e il 24 luglio 2021, 1,3 milioni di campioni testati dai laboratori clinici e segnalati ai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), di questi solo 2136 sono risultati positivi al virus dell’influenza e 748 decessi sono stati codificati come influenza. Nella stagione 2019-2020, più di 38 milioni di persone negli Stati Uniti si sono ammalate di influenza e quasi 22.000 sono morte, secondo le stime del CDC. Una differenza definita “strabiliante”, che si è verificata in quasi tutte le parti del mondo (tranne l’Africa occidentale).

Cosa accadrà, si sono chiesti gli esperti, con l’allentamento delle misure anti-Covid? Diversi fattori influiranno sull’entità della prossima epidemia influenzale tra cui il mantenimento delle misure di prevenzione legate all’igiene e l’efficacia dei vaccini antinfluenza predisposti sui virus che circoleranno. Indubbiamente l’uso della mascherina, il lavaggio frequente delle mani e il distanziamento sociale si sono rivelati molto efficaci contro la circolazione dei virus, ma contro la pandemia sono state messe in campo misure ben più drastiche, come la limitazione dei voli internazionali e la chiusura delle scuole. Ci si chiede quindi se sia da ritenersi utile, come contrasto all’epidemia influenza, mantenere, in determinate situazioni, l’uso della mascherina.

La mascherina andrebbe mantenuta?

In Giappone, così come in alcune altre parti dell’Asia, è da tempo consuetudine che le persone indossino mascherine quando si ammalano, ma “non credo che ci siano prove che le stagioni influenzali siano state più miti in Giappone”, fa notare l’epidemiologo Benjamin Cowling , della School of Public Health dell’Università di Hong Kong, che aggiunge

“incoraggerei le persone a considerare di indossare mascherine per proteggere gli altri se hanno sintomi influenzali e utilizzano i mezzi pubblici o visitano aree affollate”. Inoltre, ha detto, le persone che sono preoccupate di contrarre l’influenza, come quelle immunocompromesse, dovrebbero probabilmente indossare una mascherina durante la stagione influenzale.

Un altro tema dibattuto è se l’assenza di epidemie influenzali nella scorse stagioni non abbia indebolito le difese immunitarie nei confronti di questi virus. Secondo gli esperti, in tutto il mondo, dal 10% al 30% della popolazione è esposta all’influenza durante una stagione tipica, l’anomalia degli ultimi due anni potrebbe aumentare molto il numero di persone senza immunità per i virus influenzali. Anche per questo viene raccomandato di non trascurare la vaccinazione antinfluenzale.

A chi è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale

Il ministero della Salute all’inizio di ottobre ha raccomandato di anticipare la campagna di vaccinazione antinfluenzale, che è partita in quasi tutte le regioni italiane. Nella circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2021-2022 sono elencate le categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata:

Persone ad alto rischio di complicanze o ricoveri correlati all’influenza

  • Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo “postpartum”
  • Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:
    malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO);
    malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
    diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con indice di massa corporea BMI >30);
    insufficienza renale/surrenale cronica;
    malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
    tumori e in corso di trattamento chemioterapico;
    malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
    malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali;
    patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
    patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari);
    epatopatie croniche.
  • Soggetti di età pari o superiore a 65 anni
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
  • Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato)

Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori

  • Medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali
  • Forze di polizia
  • Vigili del fuoco
  • Altre categorie socialmente utili che potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa; a tale riguardo, la vaccinazione è raccomandata ed è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie
  • Infine, è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività

Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani

  • Allevatori
  • Addetti all’attività di allevamento
  • Addetti al trasporto di animali vivi
  • Macellatori e vaccinatori
  • Veterinari pubblici e libero-professionisti

Altre categorie

  • Donatori di sangue

Ultimo aggiornamento il 31 Ottobre 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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