Dolore persistente e depressione, come aiutare i pazienti?

Qual è l’approccio giusto per offrire un supporto ai pazienti con dolore persistente nell’ambulatorio del medico di medicina generale? Indicazioni utili arrivano da uno studio qualitativo condotto in una ventina di ambulatori di medici generalisti inglesi e pubblicato sul British Journal of General Practice.

Il dolore muscoloscheletrico persistente o cronico colpisce una percentuale rilevante della popolazione generale dopo la mezza età. Chi vive in una condizione di dolore costante subisce un evidente abbassamento della qualità della vita con importanti conseguenze sullo stato dell’umore. Al medico di medicina generale viene spesso richiesto un aiuto che va oltre il trattamento del dolore fisico. Come spiegano gli autori dello studio:

Le persone che vivono con un dolore persistente considerano i bisogni psicologici e sociali derivanti dai loro problemi di salute importanti almeno quanto la gestione del dolore stesso.

Distinguere lo stress causato dal dolore dalla depressione

La prima sfida per il medico generalista è distinguere lo stress come effetto del dolore, dalla depressione come disturbo dell’umore concomitante.

La distinzione tra disagio correlato al dolore e depressione, spiegano gli autori dello studio inglese, è particolarmente importante per valutare correttamente i problemi di salute mentale del paziente evitando al contempo l’eccessiva medicalizzazione del disagio e quindi il trattamento eccessivo, specialmente con il ricorso gli antidepressivi.

Per capire meglio come le persone vivono il disagio correlato al dolore e come questo viene gestito nelle cure primarie i ricercatori hanno svolto colloqui approfonditi con un campione selezionato di pazienti (21 persone, 14 donne e 7 uomini, con un’età media di 55 anni) e medici generalisti. Gli argomenti delle interviste sono stati messi a punto con un panel che comprendeva rappresentanti delle associazioni dei pazienti e di quelle dei medici.

I dati raccolti con le interviste sono stati analizzati, anche con l’impiego di software specifici, da un team di ricercatori del servizio sanitario inglese, general practitioner, psicologi e un co-ricercatore rappresentante dei pazienti.

Il racconto del dolore e le incertezze dei medici

Le interviste hanno mostrato una stretta connessione tra dolore persistente, stress e depressione. Un aspetto evidenziato con particolare forza dai pazienti è l’invisibilità del loro dolore, che genera spesso l’angoscia di non essere creduti, neppure dal proprio medico. A questo si aggiunge una generale incertezza sul futuro e sfiducia sulle possibilità di sconfiggere il dolore. Il circolo vizioso che si crea tra dolore e paura del dolore rende difficile per il medico distinguere tra distress originato dal dolore e depressione come fattore che aggrava il dolore.

I pazienti possono arrivare a una situazione di “blocco”, in cui non vedono vie d’uscita alla loro condizione, che può corrispondere, in parallelo, al “nichilismo terapeutico” del medico, che perde fiducia nella possibilità di poter efficacemente affrontare il problema. Il modo per superare questa impasse è ascoltare i pazienti. Nelle interviste i pazienti hanno sottolineato l’importanza di essere trattati empaticamente, discutere la situazione con il medico e condividere le incertezze.

Le risorse psicologiche per andare avanti

Per andare avanti occorre incoraggiare i pazienti ad accettare il dolore e la conseguente angoscia. Nelle interviste i medici sottolineano l’importanza di promuovere l’ottimismo per il futuro anziché concentrarsi sui problemi legati alla condizione dei pazienti.

Le persone con dolore hanno descritto il lavoro per costruire una nuova identità, che deve partire dall’accettazione della oresenza del dolore, per arrivare e a forme di adattamento e alla progettazione di nuovi obiettivi di vita.

Un aspetto fondamentale sottolineato dai medici generalisti è la necessità di avere una relazione consolidata con il paziente per sviluppare e concordare insieme un piano di gestione del dolore e dell’angoscia. L’elemento chiave per fare progressi è cercare di distinguere tra angoscia e depressione e pianificare di conseguenza la gestione del disagio.

Quadro dell’approccio ai pazienti con dolore persistente nelle cure primarie

da Noureen A Shivji, et al., BJGP.2022.0120

In conclusione da questo studio emerge un quadro dell’approccio al paziente con dolore persistente nell’ambulatorio del medico di medicina generale, che include:

  • ascoltare la storia del paziente,
  • riconoscere l’impatto del dolore sul paziente ed entrare in empatia con lui,
  • sostenere la persona che deve venire a patti con il proprio dolore,
  • chiedere al paziente come vede il proprio futuro,
  • incoraggiare l’ottimismo e l’impegno nell’autogestione.

Elementi chiave sono riconoscere e gestire l’incertezza propria e del paziente sulla causa del dolore e tentare di distinguere tra la depressione e lo stress causato dal dolore.

Ultima revisione: 5 Settembre 2022 – Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.