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donna medico dirigente

Sanità, riorganizzare l’assistenza a partire dalle donne

Serve un approccio di genere nella riorganizzazione del Sistema Sanitario italiano dopo il Covid-19. È quanto emerge dall’ottava edizione del Libro bianco sulla salute della donna, realizzato da Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, con il contributo incondizionato di Farmindustria.

Il volume intitolato “Criticità emergenti nell’era post Covid-19. Nuove opportunità della medicina territoriale”, mostra come le donne abbiano subito un impatto maggiore dalla pandemia, sia rispetto alla salute sia sul piano sociale, con un rischio doppio di sviluppare quadri sindromici a lungo termine, carichi di cura addizionali dovuti all’interruzione della scuola e alla difficoltà di conciliare lavoro a distanza e gestione familiare, oltre a un aumento preoccupante della violenza di genere.

Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda, sottolinea:

Il PNRR e il DM 77 hanno dato nuovo impulso, nella riorganizzazione della medicina territoriale, all’approccio di genere nella presa in carico dei pazienti. Occorre modificare l’organizzazione del SSN, dove sempre di più le donne saranno le fruitrici dei servizi e le erogatrici di cure, purtroppo rivestendo ancora pochi ruoli apicali che definiscono le politiche sanitarie.”

Le donne sono la maggioranza degli operatori sanitari e dei caregiver

Va ricordato che le donne costituiscono la maggioranza del SSN, sono il 76 per cento degli infermieri, il 57 per cento dei medici, la maggioranza dei malati cronici, soprattuto dopo i 65 anni, l’80 per cento dei caregiver, le figure principali nella gestione e cura di bambini e anziani. Vanno quindi individuati nuovi modelli organizzativi che consentano la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, tramite l’adozione di orari flessibili e personalizzati e lo sviluppo delle forme diversificate di part time, l’implementazione di lavoro agile nel lavoro a turni e di assistenza diretta e, infine, il sostegno alla condivisione del lavoro familiare e di cura fra donne e uomini.

Parità di genere tra le priorità del PNRR

Lo stesso PNRR individua nella Parità di genere una delle tre priorità trasversali perseguite in tutte le missioni che compongono il Piano. In questo senso, una risorsa fondamentale è quella della formazione dei professionisti impiegati nei nuovi distretti della salute e in tutti i presidi territoriali, una formazione che promuova una visione “di genere” capace di valorizzare al meglio il ruolo delle donne nell’accesso alle carriere e di contrastare allo stesso tempo le molte forme di violenza e di discriminazione per un’effettiva parità.

Marcello Cattani, Presidente Farmindustria, evidenzia:

Ad oggi il 43 per cento delle nostre risorse umane è rappresentato da una presenza altamente qualificata di donne, quota che supera il 50 per cento nella R&S. Nell’industria farmaceutica inoltre è molto diffuso, già da prima della pandemia, un innovativo modello di relazioni industriali che presta molta attenzione alla conciliazione vita-lavoro, al welfare, alla genitorialità e alla formazione.

“Particolarmente interessanti in questa edizione del Libro Bianco – aggiunge Cattani – sono anche le riflessioni sulla riorganizzazione e ridefinizione della sanità in atto in cui la medicina del territorio e la trasformazione digitale giocheranno un ruolo particolarmente significativo. L’85 per cento dei cittadini e il 40 per cento dei medici è disposto ad usare servizi di telemedicina. La sanità dei prossimi anni sarà sempre più improntata alle esigenze dell’individuo in cui l’identità di genere rappresenterà un fattore imprescindibile di personalizzazione delle cure.”

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.