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Diabete di tipo 2, il contenuto proteico della dieta non influisce sulla perdita di peso

Secondo i risultati di uno studio randomizzato, pubblicati sulla rivista Obesity,  sia una dieta normo-proteica con esclusione delle carni rosse che un regime dietetico ad elevato contenuto di proteine permettono -in un programma mirato alla riduzione del peso di pazienti diabetici – di ottenere un calo ponderale e il miglioramento del controllo glicemico.

Confronto tra diete iperproteica e normoproteica

Lo studio ha coinvolto 106 pazienti adulti con diabete tipo 2. Questi sono stati assegnati, casualmente, a due diversi regimi alimentari, a ridotto introito calorico. Il primo prevedeva un contenuto proteico elevato (HP), con il 40% del totale delle calorie derivanti da proteine; il secondo era di tipo normo-proteico (NP), con il 20% dell’energia derivante dalle proteine. Il tutto per la durata di 52 settimane.

Non sono emerse differenze significative, tra i due gruppi, relativamente alla perdita di peso (risultata di 10,2 Kg nel gruppo HP, e di 12,7 Kg nel gruppo NP). In tutti i soggetti inoltre, è stata riscontrata una riduzione della massa grassa e un aumento di quella magra. Parametri quali emoglobina glicata, insulina, insulino-resistenza, pressione arteriosa e trigliceridi sono migliorati, in egual misura, nei due gruppi.

Il calo ponderale è più importante della composizione della dieta

La quantità complessiva di proteine contenute nella dieta non è risultata associata a differenze nel miglioramento del controllo glicemico. Nella gestione del diabete di tipo 2 il contenuto proteico della dieta non risulta, quindi, importante quanto il calo ponderale; una perdita di peso superiore al 10%, infatti, migliora il controllo glicemico e in alcuni casi può portare alla remissione della malattia. L’esclusione della carne rossa dalla dieta non sembra offrire vantaggi in termini di perdita di peso, o di gestione della patologia.

Questi risultati, affermano gli Autori, indicano che un soggetto diabetico può giovarsi di una certa flessibilità nella scelta del tipo di alimentazione che più si avvicina alle proprie preferenze, e che quindi sarà  più facilmente in grado di portare avanti nel tempo. Inoltre, lo studio suggerisce che il principale obiettivo degli interventi alimentari per la gestione del diabete di tipo 2 dovrebbe riguardare il calo ponderale, piuttosto che la composizione del regime alimentare.

Redazione

articolo a cura della redazione