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Come identificare il paziente fragile nelle cure primarie

Il Progetto Radar propone un percorso formativo che comprende valutazione multidimensionale e piano individuale di cura

La fragilità, condizione sempre più diffusa in un Paese come l’Italia con una popolazione di anziani sempre più estesa, rappresenta una sfida sul piano clinico e assistenziale. Le comorbilità e la politerapia che spesso caratterizzano l’anziano fragile si uniscono a difficoltà pratiche, come quella di raggiungere l’ambulatorio del medico, soprattutto per chi vive in contesti come le comunità montane o i piccoli comuni.

Il tema è stato affrontato nel 10° Congresso Interregionale SIMG Centro (Abruzzo, Marche, Molise e Umbria), intitolato “La realtà delle Cure Primarie e la loro proiezione futura: il ruolo della SIMG”, che si è tenuto a Colli del Tronto (AP), con la presidenza di Alessandro Rossi e Italo Paolini.

L’isolamento geografico e sociale e la valutazione multidimensionale

“Abruzzo, Marche, Molise, Umbria sono regioni che si contraddistinguono per la forte presenza di piccoli comuni, spesso mal collegati, aree interne difficili da raggiungere, comunità montane, oltre a una forte discrepanza nella densità tra le città e le zone rurali – ha spiegato Gabriella Pesolillo, responsabile scientifica del Congresso SIMG Interregionale e segretario SIMG Abruzzo – Per questa conformazione del territorio, le zone periferiche spesso non hanno un’adeguata copertura della Medicina Generale, che sta a sua volta conoscendo una riduzione del personale.”

Uno dei nuovi strumenti utilizzabili per far fronte a questa situazione complessa  è la Valutazione Multidimensionale (VMD) del paziente anziano, ossia un’analisi che prenda in considerazione complessivamente gli aspetti clinici, psicologici e sociali. Spiega Pesolillo:

con la Valutazione Multidimensionale cambia la prospettiva: il paziente non viene considerato solo sulla base delle patologie che lo affliggono, ma anche dal punto di vista sociale, psicologico, familiare, prevedendone così la fragilità. La stessa malattia, ad esempio una bronchite, può avere un decorso diverso nelle persone di pari età e con lo stesso quadro clinico ma con diverse situazioni”.

L’impegno della SIMG e il Progetto Radar

Dall’impegno di SIMG, Società italiana dei medici di medicina Generale e delle cure primarie e di SIGOT, Società italiana di geriatria ospedale e territorio, sono nate le linee guida per la valutazione multidimensionale della persona anziana, realizzate con il supporto metodologico dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e con il contributo di 25 società scientifiche.

Tra le iniziative recenti della SIMG c’è anche il Progetto Radar, sviluppato con il sostegno di Viatris Italia. Come spiega Pierangelo Lora Aprile, segretario Scientifico SIMG:

il progetto propone un percorso formativo nelle cure primarie per identificare i pazienti fragili, stratificando la popolazione secondo i diversi gradi di fragilità, pianificando e personalizzando le cure in ragione dei domini evidenziati carenti dalla Valutazione Multidimensionale. Il progetto ha obiettivi ambiziosi: proporre alle Regioni una governance del processo di cura delle persone fragili, identificando criteri, indicatori e standard per il monitoraggio del percorso di presa in carico.”

“Questo Progetto – aggiunge Lora Aprile – si concretizza con un percorso formativo per Medici di Medicina Generale particolarmente motivati ad acquisire nuove competenze nell’ambito di quella che abbiamo chiamato Medicina della Complessità, attraverso la certificazione da parte degli organismi ministeriali competenti.  SIMG ha formato ad oggi 40 MMG esperti in medicina della complessità, offrendo la possibilità di continuare questi percorsi formativi a livello regionale, in modo da avere almeno un medico di famiglia esperto ogni 100mila abitanti”.

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alessandro visca
Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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