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Consumo di latticini e riduzione del rischio di tumore del colon

Nuovi dati arrivano da due studi che hanno verificato il rapporto tra composizione della dieta e rischio di sviluppare un tumore del colon-retto

L’apporto di calcio derivante dal consumo di latticini è stato associato in diverse ricerche degli ultimi anni a una riduzione del rischio di sviluppare un tumore del colon-retto, la terza neoplasia più frequentemente diagnosticata. Due recenti studi hanno contribuito ad ampliare le conoscenze su questa relazione.

Uno studio prospettico condotto su oltre 540mila donne britanniche -e pubblicato sulla rivista Nature Communications– ha analizzato il rapporto tra dieta e incidenza di tumore del colon, considerando 97 fattori alimentari.

Le relazioni più forti sono state riscontrate per il consumo di alcol (aumento del rischio del 15% per 20 grammi al giorno) e l’apporto calcio, con una riduzione del rischio di tumore al colon del 17% ogni 300 mg di calcio al giorno, ossia il contenuto di un bicchiere di latte di circa 240 mL.

Oltre a una riduzione del rischio del 14% associata al consumo giornaliero di 200 grammi di latte, lo studio ha messo in evidenza anche che per un consumo di 50 grammi di yogurt al giorno si osserva una riduzione del rischio di tumore del colon dell’8%.

Oltre al contenuto di calcio, non è escluso che altri aspetti legati ai latticini, possano produrre benefici; secondo Rashmi Verma dell’Università della California Davis, i derivati del latte contengono componenti importanti per la salute dell’intestino, come l’acido linoleico coniugato, l’acido butirrico e la sfingomielina, che negli studi condotti sul modello animale sono risultati in grado di inibire la crescita di alcuni tipi di cellule tumorali. La ricerca su questi aspetti, così come per le proteine contenute nei latticini, è tuttavia ancora in uno stadio preliminare, e non permette di trarre conclusioni definitive.

Qual è il ruolo del microbioma intestinale?

Un altro studio, pubblicato sulla rivista Gut Microbes, si è concentrato sul consumo di yogurt, con un focus sui probiotici in esso contenuti, e in particolare sul Bifidobacterium.  I ricercatori hanno mostrato che chi consuma almeno due porzioni settimanali di yogurt -rispetto a chi ne consuma meno di una al mese- presenta una riduzione del rischio del 20% di sviluppare un tumore del colon bifidobatterio-positivo. Le analisi sono state basate sui dati di pazienti arruolati in due studi di coorte condotti negli USA, il Nurses’ health study e l’Health professionals follow-up study.

Tali risultati sollevano quesiti circa gli effetti sul microbioma derivanti dai prodotti fermentati, e sul loro possibile ruolo nella riduzione del rischio di tumore colorettale, ma le ricerche a favore di questa ipotesi sono ancora in fase preliminare; la comprensione dell’interazione tra microbioma e insorgenza di malattia è un ambito in evoluzione. Altri studi dovrebbero chiarire il meccanismo potenziale degli effetti a lungo termine dell’assunzione di yogurt sulla genesi del tumore colorettale.

Alcuni lavori di letteratura suggeriscono che la presenza di un microbioma intestinale in equilibrio, e più ricco di “batteri benefici”, possa mediare gli effetti dei fattori ambientali sul rischio di tumore. Secondo questa ipotesi, una persona che segua una dieta meno salutare, per esempio ricca di carne rossa, ma con un buon microbioma intestinale subirà meno danni rispetto a chi ha un microbioma compromesso e allo stesso tempo è esposto a fattori ambientali nocivi.

In conclusione, in attesa di ulteriori studi che si focalizzino sui singoli alimenti e non su informazioni auto-riportate tramite questionari, o di ricerche in grado di rilevare il meccanismo specifico attraverso il quale gli alimenti fermentati possono ridurre il rischio di tumore del colon retto, gli esperti sembrano concordi nell’affermare che i benefici dell’apporto di latticini nella riduzione del rischio siano da attribuire principalmente al loro apporto di calcio.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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