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Diete vegetali e demenza: conta la qualità, non solo la scelta degli alimenti

I dati di un ampio studio osservazionale dicono che le diete a base prevalentemente vegetale, in relazione alla protezione della salute cerebrale, non hanno tutte la stessa efficacia

Modelli alimentari basati sulla prevalenza di cibi di origine vegetale sono state associati, oltre che a una riduzione del rischio di diabete e ipertensione, a un declino cognitivo più lento. Una nuova analisi pubblicata da poco sulla prestigiosa rivista Neurology sembra indicare che l’effetto protettivo dalla demenza non è collegabile solo alla quantità di vegetali assunti.

I ricercatori hanno utilizzato i dati del Multiethnic Cohort Study, condotto alle Hawaii e in California (principalmente nella contea di Los Angeles) su oltre 90mila partecipanti, ha esaminato la relazione tra diverse diete a base vegetale, le loro variazioni nel tempo, e il rischio di malattia di Alzheimer e demenze correlate (ADRD).

Allo studio hanno preso parte soggetti di varie etnie ai quali sono stati somministrati questionari specifici per la raccolta di informazioni su abitudini e modelli alimentari, sia all’inizio della rilevazione (1993–1996; età 45–75 anni) che dopo 10 anni (2003–2008). Per identificare i casi di ADRD che si sono verificati durante il periodo di osservazione i ricercatori hanno utilizzato le informazioni raccolte dal servizio sanitario Usa (Medicare).

I ricercatori hanno analizzato tre tipi di diete a base vegetale, ma non vegetariane o vegane. La dieta vegetale ‘complessiva’, che privilegia il consumo di alimenti di origine vegetale rispetto ai prodotti animali come carne, latte e uova, senza considerare la qualità; la dieta vegetale ‘salutare’, ricca di alimenti vegetali sani come cereali integrali, frutta, verdura, oli vegetali, frutta a guscio, legumi, tè e caffè; e infine la dieta vegetale ‘ non salutare’,  che include alimenti di origine vegetale considerati non sani, come cereali raffinati, succhi di frutta, patate e zuccheri aggiunti.

Lo studio ha coinvolto 92.849 persone, con un’età media di 59 anni all’inizio dello studio. I partecipanti -afroamericani, giapponesi americani, latini, nativi hawaiani e bianchi- sono stati seguiti mediamente per 11 anni; nell’arco di questo periodo, 21.478 persone hanno sviluppato la malattia di Alzheimer o un’altra forma di demenza correlata.

I partecipanti sono stati classificati in tre gruppi, in base all’aderenza ai modelli dietetici considerati.

Le diete vegetali di alta qualità sono associate a un minor rischio di demenza

Dopo aver corretto per fattori quali età, attività fisica e diabete, i ricercatori hanno osservato che, confrontando i partecipanti in base al punteggio della dieta vegetale complessiva, il sottogruppo con il consumo più elevato di alimenti vegetali presentava un rischio di demenza inferiore del 12% rispetto al sottogruppo con il consumo più basso. Il sottogruppo caratterizzato da una più elevata aderenza alla dieta ‘salutare’ mostrava un rischio inferiore del 7% rispetto al più basso. Al contrario il sottogruppo con il consumo più elevato di alimenti vegetali meno sani presentava un rischio di demenza superiore del 6% rispetto al sottogruppo con il consumo più basso. Song-Yi Park, del Cancer Center dell’Università delle Hawaii a Mānoa, Honolulu, afferma

Il nostro studio ha rilevato l’importanza della qualità della dieta vegetale, associata a una riduzione del rischio; al contrario diete di qualità inferiore sono associate a un aumento del rischio di demenze.”

Variazioni della dieta nel tempo e rischio di demenze

Una seconda parte dell’analisi ha considerato un sottogruppo di 45.065 partecipanti che hanno riportato informazioni sulla propria dieta anche dopo 10 anni.

Rispetto alle persone la cui dieta non era cambiata, coloro che avevano modificato maggiormente la propria alimentazione verso una dieta non salutare presentavano un rischio di demenza superiore del 25%, mentre coloro che si erano maggiormente allontanati da una dieta non salutare mostravano un rischio inferiore dell’11%.

Secondo gli Autori, adottare una dieta vegetale, anche iniziando in età più avanzata, ed evitare diete vegetali di bassa qualità sono comportamenti associati a un minor rischio di Alzheimer e altre demenze; è quindi importante non solo adottare un modello alimentare a prevalenza di cibi di origine vegetale, ma anche che siano di alta qualità.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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