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cuore medico prescrizione

Bayer, approvato in Europa il finerenone per il trattamento dell’insufficienza cardiaca

La Commissione Europea ha approvato finerenone (Bayer) il primo farmaco mirato alla via del recettore dei mineralcorticoidi (MR) ad aver dimostrato benefici cardiovascolari statisticamente significativi e clinicamente rilevanti in uno Studio di Fase III nei pazienti con insufficienza cardiaca e LVEF ≥40%, una popolazione ampia e finora caratterizzata da opzioni terapeutiche limitate. In Europa, oltre 15 milioni di persone convivono con questa patologia, e circa la metà presenta proprio questa forma, spesso associata a ricoveri ricorrenti e a un elevato rischio di mortalità.

Finerenone è un antagonista selettivo non steroideo del recettore dei mineralcorticoidi (nsMRA) che agisce su meccanismi chiave dell’infiammazione e della fibrosi cardiovascolare. Già utilizzato nei pazienti con malattia renale cronica associata a diabete di tipo 2, il farmaco amplia ora le sue indicazioni includendo l’insufficienza cardiaca con LVEF ≥40%, comprendendo sia le forme con frazione di eiezione lievemente ridotta sia quelle con frazione preservata.

Dopo una revisione prioritaria, finerenone è stato approvato negli Stati Uniti nel luglio 2025 per il trattamento dell’insufficienza cardiaca con LVEF ≥40%. Il farmaco è approvato per la stessa indicazione in Giappone, in diversi altri mercati e ora anche nell’Unione Europea. Ulteriori richieste di autorizzazione, inclusa quella in Cina, sono attualmente in fase di valutazione. Dal 2021, finerenone è approvato in oltre 100 Paesi per il trattamento dei pazienti adulti con malattia renale cronica associata a diabete di tipo 2, tra cui Cina, Europa, Giappone e Stati Uniti.

L’approvazione si basa sui risultati dello studio di fase III FINEARTS-HF, che ha coinvolto circa 6.000 pazienti. Lo studio ha dimostrato una riduzione significativa dell’endpoint composito di morte cardiovascolare ed eventi di peggioramento dell’insufficienza cardiaca, inclusi ricoveri e visite urgenti, rispetto al placebo, in aggiunta alla terapia standard. I benefici sono risultati consistenti in diversi sottogruppi di pazienti, indipendentemente da comorbidità o trattamenti concomitanti.

L’introduzione di finerenone contribuisce quindi ad ampliare le possibilità terapeutiche, offrendo una nuova prospettiva per migliorare la gestione clinica e gli esiti dei pazienti con insufficienza cardiaca.

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Redazione

articolo a cura della redazione

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