È stata eseguita a Torino, presso il Centro di Neuromodulazione Sacrale “Fabrizio Rosso” della Città della Salute e della Scienza, la prima procedura in Italia con un nuovo sistema di neuromodulazione sacrale per il trattamento della vescica iperattiva, dotato di una batteria che non richiede ricarica e con una durata prevista tra 10 e 20 anni.
Il dispositivo, sviluppato da Boston Scientific, rappresenta un’evoluzione delle tecnologie di neuromodulazione utilizzate nei pazienti con disfunzioni vescicali, grazie alla possibilità di offrire un trattamento prolungato senza necessità di ricariche periodiche.
La vescica iperattiva interessa circa 3 milioni di persone in Italia e si manifesta con urgenza minzionale, aumento della frequenza urinaria e, in alcuni casi, incontinenza da urgenza. I sintomi possono compromettere significativamente la qualità della vita, interferendo con le attività quotidiane e il riposo notturno.
La neuromodulazione sacrale costituisce un’opzione terapeutica per i pazienti che non ottengono un controllo soddisfacente dei sintomi con i trattamenti conservativi e farmacologici, oppure che non tollerano questi ultimi.
La procedura prevede l’impianto di un piccolo neurostimolatore che invia impulsi elettrici ai nervi sacrali, coinvolti nella regolazione della funzione vescicale, modulando i segnali nervosi tra vescica e sistema nervoso centrale.
Paola Bertapelle, del Centro di Neuromodulazione Sacrale torinese, ha dichiarato:
L’introduzione di un nuovo sistema di neuromodulazione sacrale è un’innovazione rispetto a quanto utilizzato negli ultimi 30 anni, rappresentando quindi un importante passo avanti per noi medici e per i pazienti che convivono con una disfunzione vescicale.”



