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Celiachia, il peso della malattia sulla salute delle ossa

Una review di specialisti in ortopedia indica le linee guida per l'approccio diagnostico e il monitoraggio nel tempo della salute muscolo-scheletrica nei pazienti celiaci

La celiachia non è soltanto una malattia dell’intestino, ma una condizione sistemica che può influire negativamente anche sullo stato di salute di ossa, muscoli e articolazioni. Una review, pubblicata sull’European journal of Medical Research e firmata da specialisti in ortopedia e traumatologia di diversi ospedali tedeschi, analizza le principali conseguenze muscoloscheletriche della malattia, spesso poco riconosciute e diagnosticate tardivamente, soprattutto nei pazienti senza sintomi gastrointestinali evidenti.

Di particolare interesse, in questo lavoro, sono le indicazioni relative al percorso diagnostico per monitorare la salute dell’apparato muscolo-scheletrico al momento della diagnosi di celiachia e nel corso del tempo.

Le implicazioni della malattia celiaca per la salute di ossa, muscoli e articolazioni

Nei pazienti celiaci la riduzione della densità minerale ossea è frequente e può essere presente già al momento della diagnosi, anche nelle forme asintomatiche o con danno intestinale lieve. Osteopenia e osteoporosi derivano soprattutto dal malassorbimento di calcio e vitamina D, che può provocare iperparatiroidismo secondario, aumento del riassorbimento osseo e progressiva demineralizzazione. Contribuiscono inoltre l’infiammazione cronica, il basso peso corporeo, la ridotta attività fisica e la presenza di altre malattie autoimmuni. Il risultato è un aumento del rischio di fratture da fragilità, in particolare a livello vertebrale e del femore.

Anche il tessuto muscolare può essere coinvolto. La celiachia non trattata è associata a riduzione della massa magra, debolezza, affaticamento, minore resistenza fisica e, in alcuni casi, sarcopenia precoce. Queste alterazioni possono comparire anche in persone con indice di massa corporea normale. Tra i meccanismi proposti vi sono il malassorbimento di proteine e aminoacidi, l’azione catabolica delle citochine infiammatorie e, in modo ancora non definitivamente dimostrato, le alterazioni del microbiota intestinale.

Le manifestazioni articolari comprendono soprattutto artralgie migranti, rigidità e forme di artrite non erosiva. Il coinvolgimento può riguardare sia le articolazioni periferiche sia il rachide. Nei pazienti celiaci è stata inoltre osservata una maggiore frequenza di alcune malattie reumatiche autoimmuni, come artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondiloartriti. Tuttavia, il rapporto causale non è ancora certo e potrebbe dipendere da una predisposizione genetica e immunitaria condivisa.

Fonte: Eur J Med Res 31, 520 (2026), mod.

 

L’approccio diagnostico alle manifestazioni muscoloscheletriche della celiachia

Le manifestazioni muscoloscheletriche della celiachia hanno importanti conseguenze nella pratica clinica e, secondo gli autori della review, richiedono un approccio sistematico che favorisca la diagnosi precoce, una corretta stratificazione del rischio e trattamenti personalizzati.

Ossa. Uno degli aspetti fondamentali è la valutazione della salute dell’osso già al momento della diagnosi, soprattutto negli adulti, nelle donne in post-menopausa e nei pazienti con malattia rimasta non trattata per lungo tempo.

La densitometria ossea (DXA) rappresenta il metodo di riferimento per misurare la densità minerale ossea e dovrebbe essere eseguita alla diagnosi, con controlli successivi nei pazienti che presentano osteopenia, osteoporosi o altri segni di compromissione scheletrica. Nei soggetti con alterazioni iniziali, la ripetizione dell’esame è generalmente consigliata dopo uno-due anni di dieta priva di glutine, mentre nei pazienti con densità ossea normale possono essere sufficienti controlli più distanziati.

Alla valutazione strumentale deve affiancarsi un monitoraggio biochimico completo. Gli esami raccomandati comprendono vitamina D (25-OH), paratormone, calcio, fosforo, fosfatasi alcalina e creatinchinasi.

Possono inoltre essere utili i marcatori del turnover osseo, come osteocalcina, propeptide N-terminale del procollagene di tipo I (P1NP) e telopeptide C-terminale (CTX), che permettono di valutare il bilancio tra formazione e riassorbimento dell’osso. Albumina e proteine totali forniscono informazioni sullo stato nutrizionale, mentre proteina C-reattiva e velocità di eritrosedimentazione aiutano a identificare eventuali stati infiammatori sistemici. Il monitoraggio periodico di questi parametri consente di verificare la risposta al trattamento e di adattare la terapia nutrizionale o farmacologica.

Muscoli. Anche la funzionalità muscolare merita una valutazione specifica. Nei pazienti che riferiscono stanchezza, debolezza o ridotta mobilità sono consigliati semplici test clinici, come la forza di presa della mano (handgrip), il test del “sit-to-stand” ripetuto cinque volte e la velocità del cammino, strumenti utili per individuare precocemente sarcopenia e fragilità. Nei centri specializzati possono essere utilizzate metodiche più sofisticate, come la bioimpedenziometria o la stessa DXA, per quantificare la massa muscolare. Negli anziani e nelle persone sedentarie è inoltre opportuno valutare equilibrio e rischio di caduta, così da pianificare interventi riabilitativi mirati.

Articolazioni. Particolare attenzione deve essere riservata alle manifestazioni articolari. La celiachia può infatti presentarsi con dolori articolari o artriti che imitano altre malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide sieronegativa o le spondiloartriti. Nei pazienti con artralgie persistenti, versamenti articolari o dolore muscoloscheletrico senza una causa evidente, soprattutto se accompagnati da anemia, perdita di peso o stanchezza, è opportuno considerare lo screening per la celiachia. Al contrario, nei pazienti già celiaci che continuano a presentare sintomi articolari nonostante una corretta dieta senza glutine, è consigliata una valutazione reumatologica.

Integrazione nutrizionale

Il cardine della terapia per la malattia celiaca rimane la rigorosa e permanente dieta priva di glutine, indispensabile per bloccare l’attivazione immunitaria e favorire la guarigione della mucosa intestinale. Tuttavia, la sola dieta non sempre è sufficiente a risolvere tutte le complicanze muscoloscheletriche, soprattutto nei casi diagnosticati tardivamente o con carenze nutrizionali persistenti. In queste situazioni è spesso necessario integrare calcio, vitamina D, proteine e altri micronutrienti deficitari. Programmi personalizzati di fisioterapia e riabilitazione muscolare possono contribuire a recuperare forza, equilibrio e autonomia, migliorando significativamente la qualità di vita.

Gli autori sottolineano infine l’importanza di una gestione multidisciplinare che coinvolga gastroenterologi, reumatologi, dietisti, endocrinologi e fisiatri, così da garantire una presa in carico completa e una migliore conservazione della funzione muscoloscheletrica nel lungo periodo.

Limiti delle conoscenze attuali e prospettive future

Nonostante siano sempre più evidenti gli effetti della celiachia sull’apparato muscoloscheletrico, le conoscenze disponibili presentano ancora importanti limiti. Gran parte degli studi pubblicati è infatti retrospettiva o trasversale e descrive soltanto una fotografia della malattia, senza permettere di comprendere pienamente la sua evoluzione nel tempo o la reversibilità delle alterazioni ossee, muscolari e articolari.

Sono ancora pochi gli studi prospettici di elevata qualità che utilizzino criteri diagnostici standardizzati per sarcopenia, osteopenia, osteoporosi o artropatie autoimmuni, rendendo difficile confrontare i risultati e formulare raccomandazioni cliniche solide.

Gli autori evidenziano quindi la necessità di sviluppare biomarcatori più sensibili per identificare precocemente il danno muscoloscheletrico nei soggetti celiaci e monitorare meglio la risposta alle terapie. Nuove tecniche di imaging, come la risonanza magnetica quantitativa, la tomografia computerizzata quantitativa periferica ad alta risoluzione e l’elastografia ecografica, potrebbero migliorare la valutazione di osso e muscolo.

Infine, gli specialisti in ortopedia sottolineano  il ruolo dell’attività fisica nella gestione della celiachia. Programmi di allenamento personalizzati, adeguato supporto nutrizionale e la collaborazione con specialisti della medicina dello sport potrebbero migliorare ulteriormente gli esiti clinici dei pazienti.

In collaborazione con Dr. Schär

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Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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