Si è recentemente tenuto a Roma l’evento “Gli stati generali della dialisi peritoneale”, promosso dalla Società italiana di Nefrologia in concomitanza con la Giornata mondiale del rene (12 marzo). Un’occasione che ha riunito esperti e clinici intorno a una procedura ancora sottoutilizzata, nonostante le caratteristiche positive in termini di rapporto costo-efficacia, impatto sulla spesa sanitaria, esiti clinici per i pazienti e miglioramento della qualità della vita.
Secondo Luca De Nicola, professore Ordinario di Nefrologia presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e presidente della Società Italiana di Nefrologia:
la dialisi peritoneale è il trattamento dialitico di prima linea, sia dal punto di vista clinico che economico, per i pazienti con MRC in stadio avanzato, che ci auguriamo possano continuamente diminuire grazie a prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti tempestivi con le opzioni terapeutiche che oggi sono in grado ritardare la progressione di malattia e l’ingresso in dialisi.”
La SIN promuove quindi un cambio di paradigma a favore della dialisi peritoneale (DP), un approccio vantaggioso anche per quanto riguarda la spesa sanitaria e la sostenibilità ambientale. Il rapporto HTA di ALTEMS, l’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica conferma la maggior efficacia della DP, a fronte di un costo inferiore del 43% rispetto all’emodialisi, per paziente all’anno. Nonostante le evidenze, in Italia il 37% delle Unità Operative di Nefrologia e Dialisi non prescrive la DP, mentre il 22% tratta meno di dieci pazienti con tale modalità, con una prevalenza di utilizzo del 9,5% rispetto al 20%, o più, osservato in diversi Paesi europei ed extra europei.
“Oggi la SIN è impegnata a trasformare questa evidenza in pratica clinica diffusa, abbattendo le barriere organizzative e culturali che ancora limitano l’accesso a questa opportunità terapeutica. Il nostro obiettivo è quello di raddoppiare i pazienti in DP entro cinque anni; è ambizioso ma realizzabile, e rappresenta il nostro impegno concreto verso i pazienti con malattia renale cronica”, conclude De Nicola
Il professor Luca De Nicola, presidente SIN, spiega le ragioni che ostacolano la maggior diffusione della dialisi peritoneale e l’importanza del ruolo del MMG per la diffusione di questo approccio terapeutico al domicilio del paziente.
Il dott. Loris Neri, responsabile della SS Dialisi peritoneale e Malattia renale avanzata dell’ASL CN2 Alba-Bra e Coordinatore del Gruppo di progetto Dialisi peritoneale della SIN Reni, fa il punto sulle applicazioni della telemedicina per la dialisi peritoneale
Il dott. Giuseppe Vanacore, presidente ANED, Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto – Onlus illustra l’impegno dell’associazione per la diffusione delle conoscenze sulla DP verso i pazienti e la classe medica.



