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Farmaci per l’obesità e gravidanza, le possibili complicanze associate a semaglutide

Uno studio americano evidenzia un rischio di eccessivo aumento di peso durante la gestazione, che potrebbe essere legato all’effetto rebound per la sospensione della terapia

L’utilizzo degli agonisti del recettore del GLP-1 come terapia farmacologica dell’obesità ha stimolato una serie di studi sugli effetti della terapia in condizioni particolari, come la gravidanza.

Nuove informazioni sui possibili effetti indesiderati dell’esposizione alla semaglutide durante gravidanza arrivano da uno studio condotto negli Stati Uniti, e pubblicato sulla rivista Obstetrics and Gynecology.

Le attuali indicazioni raccomandano di interrompere l’assunzione di semaglutide almeno due mesi prima di tentare il concepimento; ma considerando il crescente utilizzo degli agonisti del recettore del GLP-1 nelle donne in età riproduttiva, un’esposizione involontaria durante la gravidanza non sembra essere un’eventualità rara.

Gli autori dello studio sottolineano come circa il 40% delle gravidanze negli Stati Uniti non è pianificato. A questo si aggiunge che gli agonisti del recettore del GLP-1 potrebbero avere effetti favorevoli sulla fertilità, attraverso la riduzione dell’infiammazione ovarica e dello stress ossidativo

Maggior rischio di complicanze associato all’uso di semaglutide

Lo studio ha utilizzato i dati delle cartelle cliniche elettroniche per identificare donne di età compresa tra 18 e 45 anni, con sovrappeso o obesità pregravidica, che avevano partorito tra gennaio 2022 e gennaio 2026. Le partecipanti sono state quindi suddivise in tre gruppi: utilizzatrici di semaglutide prima e durante la gravidanza, ex utilizzatrici con esposizione limitata al periodo precedente il concepimento, e non utilizzatrici.

Rispetto alle non utilizzatrici, le donne che in gravidanza avevano fatto uso di semaglutide hanno mostrato un aumento di peso medio superiore di 5,12 kg (odds ratio aggiustato, aOR: 2,88). Le stesse, inoltre, presentavano un rischio più elevato di diabete gestazionale (aOR: 1,59), crescita fetale eccessiva (aOR: 1,78) e parto cesareo (aOR: 3,35).

Anche tra le ex utilizzatrici di semaglutide, rispetto alle donne che non avevano assunto il farmaco, sono stati rilevati rischi maggiori per quanto riguarda l’eccessivo aumento di peso (aOR; 1,98), il diabete gestazionale (aOR 1,43), la crescita fetale eccessiva (aOR 1,54) e il parto cesareo (aOR 3,92).

In entrambi i gruppi, la probabilità di parto cesareo appare particolarmente influenzata dall’assunzione del farmaco, e mostra un aumento del rischio di quasi quattro volte superiore a chi non ne ha fatto uso.

Possibile effetto rebound dovuto alla sospensione di semaglutide

Circa un terzo delle donne trattate con semaglutide prima della gravidanza ha continuato a essere esposto al farmaco dopo il concepimento, con una durata mediana dell’esposizione di 44 giorni. Non sono emerse differenze significative tra le donne che in gravidanza avevano assunto il farmaco e le ex utilizzatrici di semaglutide.

Secondo i ricercatori, più che all’esposizione al farmaco durante la gravidanza, l’aumento del rischio di complicanze sarebbe associata a un effetto rebound legato alla sospensione di semaglutide, con conseguente aumento di peso e comparsa di alterazioni metaboliche.

Spiega Yang Yu, docente presso la School of Nursing dell’Università di Rochester (New York):

un importante meccanismo potrebbe riguardare il recupero di peso che si verifica dopo la sospensione della semaglutide. In gravidanza, un eccessivo aumento di peso è un noto fattore di rischio per ulteriori complicanze, e le donne che smettono di assumere il farmaco spesso recuperano rapidamente il peso perso.”

I ricercatori evidenziano la necessità di studi che chiariscano i meccanismi biologici che collegano l’uso e la sospensione della semaglutide agli esiti della gravidanza, i possibili effetti sulla salute dei figli nel lungo periodo, e quale sia il momento ottimale per l’interruzione del trattamento prima del concepimento.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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