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Mieloma multiplo, le terapie mirate cambiano la storia clinica

L’arrivo degli anticorpi farmaco-coniugati ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza. Belantamab mafodotin, approvato da EMA alla prima recidiva, apre nuove prospettive terapeutiche

Il mieloma multiplo è la seconda neoplasia ematologica più frequente dopo il linfoma non-Hodgkin; interessa soprattutto gli anziani, con un’età media alla diagnosi di circa 70 anni, anche se si registrano casi precoci nei quali il tumore insorge prima dei 40 anni. Rappresenta l’1,5% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne e l’1,6% di quelli diagnosticati nell’uomo, per un totale di circa 6-7 mila nuovi casi ogni anno.

La malattia colpisce il midollo osseo dove le plasmacellule, responsabili della produzione di anticorpi, una volta attaccate subiscono una trasformazione genetica che ne causa la proliferazione incontrollata; questa crescita anomala ostacola la produzione delle altre cellule del midollo osseo, causando anemia, difficoltà nella coagulazione del sangue, un maggiore rischio di infezioni e danni ossei.

Grazie all’introduzione di terapie innovative, negli ultimi dieci anni l’aspettativa di vita dei pazienti con mieloma multiplo è aumentata sensibilmente, passando da circa due anni e mezzo a oltre dieci; nella maggior parte dei casi, tuttavia, le terapie attuali non permettono di ottenere una remissione duratura, e i pazienti vanno incontro a una o più recidive.

Tra le terapie innovative, gli anticorpi farmaco- coniugati (ADC, Antibody-Drug Conjugates) sono farmaci che combinano un anticorpo monoclonale, progettato per riconoscere specificamente una proteina presente sulle cellule malate, con un farmaco citotossico. Questo approccio permette di colpire in modo mirato le cellule tumorali, riducendo i danni alle cellule sane e gli effetti collaterali rispetto alle terapie tradizionali. L’ADC belantamab mafodotin, recentemente approvato da EMA per la terapia alla prima recidiva, è in fase di approvazione anche in Italia.

Silvia Mangiacavalli, U.O.C. di Ematologia dell’IRCCS Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia, spiega perché, grazie alle nuove terapie per il mieloma multiplo, oggi si può parlare di cronicizzazione della malattia. La disponibilità di nuovi farmaci più efficaci e tollerabili migliora la qualità di vita dei pazienti. La professoressa chiarisce il meccanismo d’azione degli anticorpi monoclonali farmaco coniugati che offrono nuove possibilità di cura per le recidive

 

Alessandro Corso, direttore U.O.C di Ematologia all’Ospedale di Legnano, partendo da un inquadramento clinico del mieloma multiplo descrive il percorso diagnostico e assistenziale dei pazienti e sottolinea il ruolo del medico di medicina generale nel riconoscimento tempestivo della malattia

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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