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oculista bambini

Miopia, il ruolo sottovalutato della prevenzione

In Italia si stima che siano oltre due milioni i bambini e gli adolescenti con questo difetto visivo, una condizione che va monitorata per arrestarne la progressione

La miopia è una condizione che evolve nel tempo e che va monitorata durante la crescita. Intercettarla precocemente significa poter seguire meglio il bambino e adottare strategie utili per rallentarne la progressione.”

Lo afferma Paolo Nucci, professore ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Milano, commentando una survey di Astra Ricerche su oltre 1.000 genitori italiani, da cui emerge che meno della metà dei bambini (43,9%) effettua una prima visita oculistica entro i quattro anni, mentre per quasi un genitore su quattro la prima visita arriva dopo i sette anni o non vi sottopone mai il figlio. Inoltre, solo il 23% dei minori trascorre almeno due ore al giorno all’aria aperta, uno dei fattori protettivi più consolidati contro la progressione della miopia.

Professor Nucci, quali sono i segnali che possono portare un paziente a parlare di miopia con il medico di medicina generale?

la miopia interessa prevalentemente i giovani e il medico di medicina generale ha una limitata dimestichezza con questa fascia d’età. I bambini vengono seguiti dal pediatra e spesso arrivano al medico di famiglia solo più avanti. Per questo il medico di medicina generale non è il primo interlocutore del giovane miope”.

Questo significa che il medico di famiglia ha un ruolo marginale nella prevenzione?

Il medico di medicina generale ha una funzione fondamentale come educatore sanitario. Se riuscissimo a liberarlo da una parte degli adempimenti burocratici, potrebbe dedicare più tempo al dialogo con il paziente e alla prevenzione”.

In che modo può contribuire concretamente?

Può sensibilizzare le famiglie sull’importanza dei controlli visivi precoci e periodici. Può ricordare ai nonni, ai genitori e ai caregiver che un bambino deve essere sottoposto a visite oculistiche regolari e che eventuali problemi visivi non vanno sottovalutati”.

Quanto conta oggi la corretta informazione sulla miopia?

Sappiamo che la miopia è una condizione multifattoriale, influenzata sia dalla predisposizione genetica sia da fattori ambientali e comportamentali. Ad esempio, le attività ‘da vicino’, su schermi o libri, dovrebbero essere intervallate da pause regolari e alternate a momenti trascorsi all’aperto. Questo tema coinvolge non solo oculisti e pediatri, ma anche la medicina generale, chiamata a svolgere un ruolo sempre più importante nell’educazione sanitaria delle famiglie e nella promozione della prevenzione.”

miopiaMMG
Pogliaghi
Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.

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