Più investimenti nei Dipartimenti di prevenzione, revisione della programmazione vaccinale e strumenti normativi adeguati per rendere pienamente efficaci i sistemi di sorveglianza epidemiologica. Sono queste alcune delle richieste indicate dalla Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) al termine del suo 59° Congresso nazionale, tenutosi a Genova dal 21 al 24 ottobre. La SItI sottolinea la necessità di dare priorità al Piano Nazionale della Prevenzione, al Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e al Piano pandemico.
Potenziamento dei dipartimenti di prevenzione
Rafforzare i Dipartimenti di Prevenzione è essenziale per rispondere alle emergenze sanitarie, e tutelare la salute pubblica.
A sottolinearlo è il presidente Enrico Di Rosa, che evidenzia il ruolo di queste strutture nell’applicazione a livello locale degli interventi previsti dal Piano Nazionale della Prevenzione e nella garanzia dei LEA.
Tra gli interventi ritenuti prioritari figura anche la definizione delle dotazioni organiche dei Dipartimenti. Il percorso, previsto nell’ambito della pianificazione nazionale della prevenzione e della attuazione del Piano Pandemico, coinvolge il Ministero della Salute e Agenas; un numero adeguato di addetti è indispensabile affinché i servizi possano assicurare continuità alle attività di prevenzione.
Aggiornamento del calendario vaccinale e disponibilità dei dati
Un secondo ambito di attenzione riguarda la politica vaccinale. La SItI richiama i ritardi nell’aggiornamento del calendario e sollecita la diffusione di una bozza del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, così da consentire l’avvio di un confronto sui contenuti e sulle strategie da adottare.
La società scientifica, inoltre, evidenzia la necessità di migliorare la disponibilità dei dati relativi alle campagne di immunizzazione. Nonostante l’avvio della nuova campagna antinfluenzale, non sono ancora stati diffusi i dati ufficiali sulle somministrazioni e sulle coperture raggiunte nella stagione precedente; informazioni fondamentali per valutare l’andamento delle campagne e orientare gli interventi successivi. La SItI richiama quindi l’esigenza di accelerare i flussi informativi, anche alla luce di livelli di adesione vaccinale che restano ancora inferiori agli obiettivi auspicati.
Sorveglianza delle malattie infettive, serve un intervento normativo
Tra le questioni sollevate al Congresso, anche il funzionamento dei sistemi speciali di sorveglianza delle patologie infettive. La SItI segnala che alcune limitazioni normative in materia di protezione e riservatezza dei dati ostacolano l’operatività di questi strumenti; superarle è necessario per migliorare la raccolta e l’analisi dei dati epidemiologici, e rafforzare la capacità del sistema sanitario di individuare tempestivamente i rischi per la salute pubblica.



