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Prescrizione sociale, un nuovo strumento per la medicina del territorio

Per Domenica Taruscio, presidente del KOS, questa modalità di cura può aiutare a contrastare fragilità e disuguaglianze, integrando cure, servizi sociali, associazioni e comunità.

Le condizioni economiche, sociali, culturali e ambientali sono fattori determinanti per lo stato di salute di una persona. La prescrizione sociale, ossia l’indicazione di attività culturali, in contesti sociali, come complemento alle cure farmacologiche è un’applicazione di questo concetto che sta riscuotendo un successo sempre maggiore tra medici ed esperti di sanità.

Per Domenica Taruscio, già direttore del Centro nazionale malattie rare dell’ISS e presidente del Centro studi KOS la prescrizione sociale può diventare uno strumento concreto per affrontare fragilità, cronicità e disuguaglianze, rafforzando anche il ruolo della medicina territoriale.

la prescrizione sociale si inserisce pienamente negli obiettivi della riforma dell’assistenza territoriale delineata dal DM 77/2022, che promuove modelli organizzativi basati sull’integrazione tra sanità, servizi sociali, enti locali e Terzo Settore.”

Secondo la presidente di KOS, questo approccio può essere particolarmente efficace per le persone più vulnerabili, spesso caratterizzate da isolamento sociale, fragilità economica o difficoltà relazionali.

“In un Paese segnato da importanti differenze territoriali – spiega Taruscio – aiutare i pazienti a riconnettersi con la propria comunità può ridurre le disuguaglianze, a patto che questa pratica entri stabilmente nelle cure del territorio e nasca dal lavoro di squadra tra medici, assistenti sociali, comuni e associazioni di volontariato.”

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Gli indicatori di salute

Ampliare il concetto di esito di salute significa anche andare oltre gli indicatori clinici tradizionali, che da soli non sono sufficienti a descrivere il benessere delle persone, soprattutto nei pazienti cronici, fragili o anziani. Evidenzia Taruscio:

Qualità della vita, autonomia, partecipazione sociale e benessere psicologico devono essere considerati i veri indicatori di salute. Il vero traguardo è integrare gli indicatori clinici con strumenti capaci di raccogliere l’esperienza e la percezione dei pazienti, adottando una valutazione più completa e centrata sulla persona. Anche la digitalizzazione può contribuire a monitorare nel tempo questi risultati.”

Il contributo di associazioni e volontariato

Le associazioni e il volontariato, aggiunge Taruscio, rappresentano una risorsa fondamentale perché conoscono da vicino i bisogni delle persone e delle famiglie. Possono favorire l’empowerment dei cittadini, contrastare l’isolamento e costruire reti di prossimità che migliorano concretamente la qualità della vita. Un passaggio ‘chiave’ che riferisce l’esperta è questo:

per trasformare la prescrizione sociale da esperienza locale a componente strutturale dei percorsi di cura, queste realtà devono essere riconosciute come partner del Servizio sanitario, con ruoli definiti e una partecipazione attiva alla progettazione degli interventi.”

Secondo Taruscio, quindi, sarebbe necessario integrare la prescrizione sociale nei modelli organizzativi dell’assistenza territoriale, produrre evidenze scientifiche sugli esiti, investire nella formazione dei professionisti e rafforzare la collaborazione con associazioni e comunità locali. L’intento è superare la logica dei progetti sperimentali e riconoscere la prescrizione sociale come una modalità innovativa di promozione della salute e prevenzione, pienamente coerente con l’evoluzione della sanità territoriale.

Un’opportunità per i Medici di medicina generale

Per Domenica Taruscio una delle priorità è anche integrare la prescrizione sociale nei Livelli Essenziali di Assistenza e nei modelli organizzativi del Servizio sanitario nazionale. Finché resterà affidata a iniziative locali o alla buona volontà dei singoli professionisti, il suo impatto sarà limitato e disomogeneo. «La prescrizione sociale non sostituisce la medicina, ma la completa», sottolinea.

E per il medico di medicina generale questo significa poter contare su una rete territoriale capace di intervenire sui determinanti sociali della salute e di offrire una risposta più efficace ai bisogni delle persone fragili, croniche o isolate. Una prospettiva che rafforza prevenzione, partecipazione e presa in carico globale del paziente.

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Pogliaghi
Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.

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