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Scompenso cardiaco, primi segnali positivi per un nuovo farmaco

Nello studio LUMINARA, presentato all'ESC, il primo agonista orale del recettore della relaxina ha migliorato alcuni parametri di funzione cardiaca e vascolare, con un buon profilo di sicurezza

Un nuovo possibile approccio terapeutico per lo scompenso cardiaco arriva dallo studio di fase IIb LUMINARA, presentato al congresso della Società europea di cardiologia (ESC 2026) e pubblicato contemporaneamente su Circulation. Il trial ha valutato AZD5462, un farmaco orale che attiva il recettore della relaxina, ormone coinvolto nella regolazione dei vasi sanguigni e della funzione cardiaca, mostrando segnali di miglioramento della funzione cardiaca e della vasodilatazione nei pazienti con scompenso cardiaco cronico già in trattamento con le terapie standard.

Lo studio ha coinvolto 375 pazienti in 69 centri di 10 Paesi. Di questi, 235 presentavano una frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) ≤35%, mentre 140 avevano una LVEF compresa tra 41% e 55%. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere placebo oppure AZD5462 alle dosi di 20, 80 o 360 mg una volta al giorno per 24 settimane.

Gli effetti del farmaco su vasodilatazione e funzionalità del cuore

Nei pazienti con frazione di eiezione ridotta, il risultato più interessante è stato osservato con la dose più bassa. AZD5462 20 mg ha determinato una riduzione di 5,4 mL/m² dell’indice del volume telesistolico rispetto al basale, parametro utilizzato per valutare il rimodellamento ventricolare sfavorevole. Il confronto con placebo ha sfiorato la significatività statistica (p=0,054). Anche gli endpoint secondari, compresa la variazione della frazione di eiezione, hanno mostrato gli effetti più favorevoli alla dose di 20 mg.

Nel gruppo con LVEF compresa tra 41% e 55%, il trattamento ha invece prodotto una riduzione significativa delle resistenze vascolari sistemiche: -19% con 20 mg, -21% con 80 mg e -15% con 360 mg dopo 24 settimane, con valori di p≤0,021. Un dato che suggerisce un effetto vasodilatatore del farmaco.

Medica 2026

Sul fronte della sicurezza non sono emersi segnali particolari. Gli eventi avversi sono stati poco frequenti e non più comuni rispetto al placebo. È stata osservata una lieve riduzione della pressione arteriosa, ma senza un aumento significativo degli episodi di ipotensione. Non sono inoltre comparsi fenomeni rilevanti di sovraccarico di volume, problema che aveva limitato in passato lo sviluppo di altri farmaci con attività simile alla relaxina.

James Januzzi, del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School, ha commentato:

Abbiamo dimostrato il coinvolgimento del bersaglio farmacologico in entrambi i gruppi di pazienti, con segnali di miglioramento della funzione cardiaca soprattutto alla dose più bassa.”

I risultati restano comunque preliminari. LUMINARA non era infatti disegnato per valutare l’impatto del trattamento su ospedalizzazioni, mortalità o altri eventi clinici maggiori. Saranno quindi necessari studi randomizzati di maggiori dimensioni per capire se i cambiamenti osservati nei parametri cardiaci possano tradursi in un beneficio clinico a lungo termine per i pazienti con scompenso cardiaco.

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alessandro visca
Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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