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Celiachia e rischio di malattie infiammatorie intestinali

Uno studio finlandese con 46 anni di follow-up rileva nei celiaci un rischio quasi triplo di IBD, mentre non aumenta quello di dermatite erpetiforme

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Tampere, in Finlandia, da poco pubblicato sulla rivista Clinics and Research in Hepatology and Gastroenterology ha valutato il rischio di sviluppare malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) in pazienti con celiachia e con dermatite erpetiforme (DH), manifestazione cutanea della malattia celiaca.

La ricerca ha coinvolto 1.072 pazienti con celiachia e 368 con dermatite erpetiforme, tutti con diagnosi confermata istologicamente tra il 1969 e il 2000. Per ciascun paziente sono stati selezionati tre soggetti di controllo comparabili per età, sesso e area di residenza.

L’età media al momento della diagnosi di celiachia o DH era di 39 anni in entrambi i gruppi. Complessivamente, il 68% dei pazienti con celiachia e il 49% dei pazienti con DH erano di sesso femminile.

Il follow-up mediano è stato particolarmente lungo, pari a 46 anni.

Nei pazienti con celiachia, alla diagnosi il sintomo di presentazione era gastrointestinale nel 41% dei casi, il malassorbimento nel 24%, mentre i pazienti con sintomi extraintestinali (diversi dalla DH) (13%-14%) hanno avuto la diagnosi di celiachia tramite screening di gruppi a rischio, come pazienti con diabete di tipo 1 e parenti di pazienti con celiachia.

Il rischio di IBD è 2,8 volte superiore nei celiaci

I risultati mostrano che i pazienti con celiachia presentano un rischio di IBD circa 2,8 volte superiore rispetto alla popolazione di riferimento (HR 2,77). L’aumento riguarda entrambe le principali forme di malattia infiammatoria intestinale: il rischio di malattia di Crohn risulta circa 2,5 volte maggiore (HR 2,54), mentre quello di colite ulcerosa è quasi triplicato (HR 2,87).

fonte Clinics and Research in Hepatology and Gastroenterology

Diversa la situazione per la dermatite erpetiforme: pur essendo stata osservata una maggiore incidenza di IBD rispetto ai controlli, l’aumento del rischio non ha raggiunto la significatività statistica. Gli autori sottolineano tuttavia che il numero relativamente limitato di pazienti con questa manifestazione potrebbe aver ridotto la capacità dello studio di individuare differenze effettive.

Interessanti anche le differenze di genere negli uomini con celiachia è emerso soprattutto un aumento del rischio di colite ulcerosa, mentre nelle donne è risultato più evidente quello di malattia di Crohn.

Secondo gli autori, celiachia e IBD condividono alcuni fattori genetici e immunologici. Dal punto di vista clinico, i risultati suggeriscono quindi di considerare la possibilità di una IBD durante il follow-up dei pazienti celiaci, soprattutto quando compaiono o persistono sintomi gastrointestinali nonostante la dieta senza glutine.

In collaborazione con Dr. Schär

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alessandro visca
Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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