DBS, la cura elettrica per il Parkinson non teme la risonanza magnetica

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DbsDBS, la cura elettrica per il Parkinson non teme la risonanza magnetica. Grazie a un dispositivo di nuova concezione, sarà possibile effettuare l’esame anche su portatori di elettrostimolatore.

Sono 60 milioni le procedure di risonanza magnetica eseguite ogni anno, con un trend di crescita che probabilmente verrà confermato nel prossimo futuro, data l’estrema precisione di questa metodica per la diagnosi di diverse patologie. Ma finora c’era una categoria di pazienti che non poteva usufruirne: quella dei malati di Parkinson o di distonia portatori di un impianto per la neurostimolazione profonda (DBS).

Questa limitazione è stata ora superata grazie a un nuovo neurostimolatore impiantabile prodotto da Medtronic il cui funzionamento non interagisce con il campo magnetico generato dalla risonanza magnetica durante l’esame. Il nuovo dispositivo ha infatti ricevuto da poche settimane l’estensione dell’indicazione da parte delle Autorità regolatorie dell’Unione Europea e sarà disponibile tra breve anche nel nostro Paese.

“Prima di questa approvazione, i portatori di elettrodi non potevano entrare in un campo magnetico; per questo motivo dovevano optare per altre indagini come esame radiografici o TAC, non altrettanto precise”, ha spiegato la dottoressa Luisa Chiapparini, neuroradiologa dell’Istituto Carlo Besta di Milano, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo dispositivo (Milano, 27 maggio 2015). “Nel caso di un paziente portatore di un dispositivo DBS, ci può essere la necessità di eseguire un esame di risonanza magnetica dell’encefalo sia per avere una migliore localizzazione dell’elettrodo e capire se c’è un malfunzionamento dell’impianto, sia a scopo diagnostico”.

“Nel corso del tempo, con alcuni neurostimolatori e con le dovute precauzioni, è stato possibile sottoporre alcuni pazienti impiantati alla risonanza magnetica dell’encefalo”, ha continuato Chiaparini. “Ma la vera novità attuale è che ora l’esame diagnostico può essere eseguito a tutto il corpo”.

La DBS è considerata una tecnica ormai matura: è già stata impiantata in circa 130.000 soggetti in tutta Europa e 2.500 nel nostro Paese. Le indicazioni terapeutiche riguardano, oltre alla malattia di Parkinson, nel 5 per cento dei casi in cui i sintomi non sono più controllabili con la terapia farmacologica, ma anche la distonia, il disturbo ossessivo compulsivo, l’epilessia e il tremore essenziale.

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