Asma non controllato, risultati promettenti con tezepelumab

Tezepelumab, un anticorpo monoclonale specifico per la linfopoietina timica stromale (TSLP), in uno studio di fase 2 ha dimostrato di ridurre le esacerbazioni di asma da moderato a severo in pazienti con malattia non controllata nonostante il trattamento con beta 2 agonisti a lunga durata d’azione e steroidi inalabili a medie e alte dosi.

Si tratta di un risultato importante, considerando che l’asma non controllato è un problema sanitario che riguarda 300 milioni di persone nel mondo. Inoltre, i risultati dello studio offrono anche preziose informazioni sul ruolo della TSLP nello sviluppo della malattia.

Nello studio, presentato al congresso dell’European Respiratory Society 2017, e pubblicato on line su New England Journal of Medicine, 584 pazienti sono stati randomizzati per ricevere iniezioni sottocutanee di tezepelumab a diversi dosaggi: 70 mg ogni 4 settimane  (n = 145), 210 mg ogni 4 settimane (n = 145), 280 mg ogni 2 settimane (n = 146) oppure placebo ogni 2 settimane (n = 148). 

Alla settimana 52, i tassi di esacerbazione erano inferiori nei gruppi di tezepelumab a basso, medio e alto dosaggio, rispetto al gruppo placebo, con le seguenti percentuali:

  • basso dosaggio  61%  (IC 90% , 39% – 75%, P <.001)
  • medio dosaggio  71% (IC 90%, 53% – 82%; P <.001)
  • alto dosaggio  66% (IC 90%, 47% – 79%, P <.001)

Il rischio di qualsiasi esacerbazione è risultato inferiore con tezepelumab nei tre gruppi rispetto al placebo:

  • bassa dose  34% (HR 0.66; IC 95%, 0.41-1.05; P = .08)
  • media dose  54% (HR 0.46, IC 95%, 0.27 – 0.78, P = .003)
  • alta dose  45% (HR 0.55, IC 95%, 0.34-0.90)

Nei pazienti trattati con tezepelumab si è notato anche un miglioramento del volume espiratorio forzato in un secondo (FEV1) e, dalla quarta settimana, una diminuzione sostanziale e persistente dei livelli eosinofili del sangue e dei livelli di ossido nitrico esalato frazionato (FeNO), nonché  diminuzioni progressive dell’IgE sieriche.

“L’incidenza di eventi avversi – precisano gli autori – è stata simile nei gruppi di tezepelumab e placebo, con livelli di sospensione della terapia simili, indipendentemente dagli eventi avversi correlati all’asma”.

Tezepelumab è un anticorpo monoclonale umano IgG2 che mira a una citocina (TSLP), che agisce a monte della principale cascata infiammatoria. Proprio questa azione a monte dei processi che innescano l’asma, secondo gli autori, può spiegare l’efficacia su una popolazione più ampia di pazienti, rispetto ai famaci che agiscono a valle.

I risultati ottenuti con questo trattamento indicano il potenziale ruolo patogeno di TSLP nei diversi fenotipi di asma, affermano gli autori, che scrivono: “I fattori non allergici, compresi il fumo di tabacco, le particelle diesel e i virus, hanno dimostrato di innescare il rilascio di TSLP e portare all’attivazione delle risposte infiammatorie nell’asma”

In un editoriale di commento sullo stesso New England Journal of Medicine Elisabeth H. Bel, del Dipartimento di Medicina Respiratoria, Centro Medico Accademico dell’Università di Amsterdam (NL) afferma che

“il tezepelumab sembra essere il più ampio e promettente trattamento biologico per asma incontrollato fino ad oggi”,

ma mette in guardia anche sui potenziali effetti negativi dell’azione sulle citochine. “Anche se il profilo di sicurezza di tezepelumab è rassicurante – afferma Bel – la limitata serie di pazienti a rischio e il fatto che il periodo di studio è stato solo di 1 anno suggeriscedi prendere in considerazione la possibilità di infezioni derivanti dall’inibizione del TSLP. Il ruolo di questa citochina nella difesa contro l’infezione è stato suggerito nella dermatite atopica. Confermare la sicurezza del tezepelumab dovrebbe pertanto essere una priorità nelle sperimentazioni future”.

 

 

Articoli collegati