Influenza, ecco le previsioni per quest’anno

Un’epidemia di media entità, che potrebbe colpire 4-5 milioni di italiani. Sono questi i numeri previsti per l’infuenza dell’inverno 2017-18.

Lo ha annunciato in un incontro con la stampa a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario IRCCS Galeazzi di Milano. Secondo Pregliasco “Tanto dipenderà anche dal meteo: se questo inverno dovesse essere più lungo e freddo sicuramente si avranno molti più pazienti influenzati. Se, al contrario, l’inverno fosse più mite, saranno invece i virus “cugini” dell’influenza, quelli chiamati virus parainfluenzali, a essere avvantaggiati”.

Per quanto riguarda i virus, l’unica novità è costituita dal H1N1 pdm 09 (A/Michigan/45/2015), una variante similare ai virus dell’anno scorso. Questo ceppo virale sarà incluso nel vaccino antinfluenzale di quest’anno come precisato dalla circolare (leggi la circolare) del Ministero della Salute.

Nello stesso documento si ricorda che:

“L’OMS ha indicato che la composizione del vaccino per l’emisfero settentrionale nella stagione 2017/2018 sia la seguente:

  • antigene analogo al ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09;
  • antigene analogo al ceppo A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2);
  • antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria).

Il vaccino per la stagione 2017/2018 conterrà, pertanto, una nuova variante antigenica di sottotipo H1N1pdm09 (A/Michigan/45/2015), che sostituirà il ceppo A/California/7/2009″

Nell’incontro milanese sono stati presentati anche i risultati di un’indagine di Assosalute (l’Associazione nazione dei produttori di farmaci di automedicazione) che descrive i comportamenti degli italiani nei confronti dell’influenza.

Sul fronte della prevenzione c’è una quota consistente della popolazione quasi il 15%, non che dichiara di non fare nulla per evitare di ammalarsi, il resto cerca di prevenire il contagio attraverso comportamenti di buon senso: coprirsi bene (55,1%), evitare gli sbalzi di temperatura (50,8%) e lavarsi spesso le mani (40,8%) sono le misure preventive più diffuse.

Quando ci si ammala i farmaci di automedicazione risultano essere per il 57% degli italiani il rimedio più utilizzato in caso di sintomi influenzali e da raffreddamento. Sempre validi anche i vecchi rimedi della nonna – brodo caldo, latte con miele, spremute – a cui si affidano quasi il 42% degli intervistati. Rimane alta la percentuale di chi dichiara di ricorrere agli antibiotici il 22,5%.

Il medico di famiglia è il riferimento più importante per chi è colpito da virus influenzale. Il 50% degli intervistati dichiara di rivolgersi per un consiglio al MMG. Il 40,5% degli intervistati dichiara di non chiedere consiglio a nessuno ma si fa riferimento alla propria esperienza, curandosi con farmaci da banco che già si conosce mentre il 21% della popolazione, soprattutto donne, si affida al consiglio del farmacista.

Fonte: Assosalute, 2017, mod

 

Per quanto riguarda la vaccinazione antinfluenzale, non sembra rientrare nell’ondata di diffidenza che ha colpito le vaccinazioni dell’infanzia. Chi non fa il vaccino per l’influenza dichiara non mostra una particolare diffidenza verso la vaccinazione, ma semplicemente pensa che non sia necessario perché l’influenza non ha gravi conseguenza per la salute. Il 34% degli intervistati non fa il vaccino perché si ammala raramente e il 30,7% non si è mai posto il problema.

Va ricordato che in Italia siamo ancora lontani dall’obiettivi dell’OMS, ossia il 75% di  copertura vaccinale della popolazione oltre i 65 anni di età. La percentuale di vaccinazioni degli over 65 nella scorsa stagione è stata del 52,6%, in risalita dopo il minimo storico toccato nella stagione 2014-2014.