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Ipercolesterolemia LDL, aumenta il carico di malattia

Nonostante un netto miglioramento nei tassi standardizzati per età il carico di malattia legato all’eccesso di colesterolo LDL è aumentato del 38,5% a livello globale

Qual è il carico globale di malattia attribuibile a livelli elevati di colesterolo LDL? A questa domanda risponde un’analisi del Global Burden of Disease Study, riferita all’anno 2023, condotta su dati provenienti da 806 studi in 161 paesi e su meta-analisi di 38 trial randomizzati. Il lavoro è stato pubblicato su JAMA.

Il colesterolo LDL (LDL-C) rappresenta un fattore di rischio modificabile per le malattie cardiovascolari, la principale causa di morte prematura a livello mondiale; conoscere il carico di malattia correlato all’LDL-C è quindi fondamentale per orientare le strategie di prevenzione e trattamento.

Con questo obiettivo, i ricercatori hanno stimato il carico globale, regionale e nazionale di cardiopatia ischemica e ictus ischemico attribuibile a livelli elevati di LDL-C dal 1990 al 2023; sono stati quindi calcolati il numero di casi e i tassi di decesso (standardizzati per età, per 100.000 abitanti) e gli anni di vita persi per disabilità (DALY, disability-adjusted life years) attribuibili all’eccesso di LDL-C. È stato inoltre quantificato il contributo della crescita e dell’invecchiamento della popolazione.

Aumento del carico di malattia dovuto a livelli elevati di colesterolo LDL

Secondo questa analisi, nel 2023 livelli elevati di LDL-C hanno causato 3,6 milioni di decessi (pari al 6,0% di tutti i decessi) e 90,7 milioni di DALY, pari al 3,2% del totale.

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Nonostante un netto miglioramento nei tassi standardizzati per età, in calo rispettivamente del 45,6% per la mortalità e del 39,5% per i DALY (dal 1990), tra il 1990 e il 2023 il carico assoluto attribuibile all’ipercolesterolemia LDL è aumentato del 38,5%; una crescita legata, secondo i ricercatori, all’aumento e all’invecchiamento della popolazione.

Sono state evidenziate differenze territoriali, con tassi di DALY standardizzati per età attribuibili all’LDL-C più elevati nell’Europa dell’Est e più bassi nell’area Asia-Pacifico ad alto reddito, e con un terzo del carico globale di malattia, attribuibile all’LDL-C, concentrato in India e Cina.

L’aumento complessivo del carico di malattia legato all’ipercolesterolemia, spostato verso paesi con livello sociodemografico intermedio, impone secondo gli Autori di rafforzare le strategie di prevenzione, diagnosi e accesso al trattamento, a livello globale, e di colmare le lacune esistenti nella sorveglianza epidemiologica.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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