L’alimentazione sana è una delle strategie che possono contribuire a ridurre i livelli di pressione arteriosa, insieme al controllo del peso e alla pratica di attività fisica. Tra gli alimenti spesso consigliati c’è anche la frutta a guscio, come noci, mandorle, nocciole, pistacchi, anacardi e altro.
Il consumo regolare di questi alimenti è raccomandato per un profilo nutrizionale caratterizzato dalla presenza di grassi insaturi, fibre, proteine, minerali e numerosi composti bioattivi, tra i cui polifenoli e fitosteroli.
Le evidenze di ricerca sugli effetti del consumo di frutta a guscio sul rischio di ipertensione è tuttavia ancora limitato.
Una revisione sistematica e meta-analisi ha preso in considerazione otto studi di coorte prospettici, per un totale di 143.380 partecipanti e 20.665 nuovi casi di ipertensione, che avessero valutato l’associazione tra consumo di frutta a guscio (nuts) e rischio di ipertensione. La ricerca è stata condotta dall’Imperial College di Londra e pubblicata sul British Journal of Nutrition.
Una porzione di frutta a guscio al giorno è associata a effetti favorevoli sul rischio di ipertensione
La meta-analisi ha evidenziato come per i forti consumatori di frutta a guscio il rischio di sviluppare ipertensione risultasse inferiore del 16% rispetto a quello di chi ne consumava meno (RR: 0,84; IC al 95%: 0,77 – 0,91).
I ricercatori hanno svolto anche un’analisi dose-risposta, e stimato che per ogni porzione di frutta a guscio, del peso di circa 30 grammi al giorno, il rischio risultava ridotto del 20% (RR: 0,80; IC al 95%: 0,71-0,89); confrontando il rischio di ipertensione di chi consumava 30 grammi di frutta a guscio al giorno con chi non ne consumava affatto, è stata osservata poi una riduzione massima del rischio del 26%.
L’analisi della relazione dose-risposta ha mostrato andamento non lineare; l’andamento del rischio di ipertensione, infatti, tendeva a stabilizzarsi in corrispondenza di queste quantità, e non mostrava ulteriori cali in corrispondenza di consumi più elevati.
Nonostante il disegno osservazionale degli studi inclusi nella meta-analisi, i ricercatori hanno giudicato il rapporto di causalità come ‘probabile’. Nel complesso, la nuova metanalisi rafforza quindi le evidenze per cui il consumo di frutta a guscio si associa a un minor rischio di sviluppare ipertensione; i risultati supportano, secondo gli Autori, le raccomandazioni alimentari che ne prevedono il consumo di una porzione al giorno.




