Dolore, italiani tra i più colpiti in Europa

Il 90% degli italiani ha subito almeno un episodio di dolore nell’ultimo anno, una percentuale superiore a una media dell’80% rilevata in un sondaggio su un campione di 4.000 persone in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Russia.

La ricerca dell’istituto GFK commissionata da Zambon rileva anche una frequenza piuttosto elevata di episodi di dolore: gli intervistati dichiarano in media 9 episodi l’anno e fra questi 2 su 3  di media/forte intensità, con percentuali simili in ogni paese.

Le donne dichiarano di soffrire più frequentemente, con percentuali omogenee nei diversi paesi: 93% russe, 91% italiane e portoghesi, 89% spagnole, 81% francesi.

In Italia il dolore osseo-muscolare è la tipologia più frequente (60% ne ha sofferto nell’ultimo anno) e in particolare sono gli uomini (67%) e gli over 50 a patirlo maggiormente. Nel resto d’Europa, queste percentuali risultano omogenee. La seconda tipologia di dolore più diffusa nel nostro paese è il mal di testa (54%) che colpisce soprattutto le donne (62%) e i più giovani (65% di chi ha fino 49 anni), con alcune differenze tra i vari paesi.

Alla domanda “qual è il dolore più grande sofferto nell’ultimo anno” gli europei intervistati rispondono i dolori alla schiena (lombosciatalgia, ernia, sciatalgia, etc.), seppur con percentuali variabili dal 10% dei russi al 27% dei portoghesi, con in mezzo italiani (17%), francesi (22%), spagnoli (20%).

Il sondaggio ha poi cercato di evidenziare gli effetti del dolore sulla vita quotidiana. La metà degli intervistati dichiara di «subire una trasformazione», diventando insofferente e intollerante verso tutto e tutti, arrivando a vere e proprie forme di isolamento.

La fascia di età che risente maggiormente questi effetti è quella dei giovani/adulti (18-34 anni) (69% dei russi, 66% francesi, 64% degli italiani, 56% portoghesi e 43% spagnoli), mentre è la fascia più «anziana» (oltre i 64 anni) a resistere meglio al dolore.

Ma gli effetti del dolore di intensità medio-forte hanno anche un concreto impatto sulla vita di tutti i giorni: perdita di concentrazione, difficoltà nelle attività quotidiane e lavorative o anche solo nella relazione con gli altri. Meno della metà (41%) degli spagnoli riconosce questo grande impatto negativo sulla propria quotidianità, esattamente all’opposto dei russi che addirittura nel 3/4 dei casi (74%) si ritrovano “annullati” dal dolore in almeno un aspetto della vita di tutti i giorni.

E gli italiani? Ben due terzi dei nostri connazionali (66%) non riescono ad affrontare almeno un’attività tra quelle abituali.

In ogni paese, ancora una volta, a risentire di tale situazione sono maggiormente le donne e i più giovani (18-24 anni), mentre gli effetti sono inferiori sui più «anziani» (over 64 anni).

Infine gli italia si distinguono per la fiducia riposta nel proprio medico e nel farmacista. Appena si manifesta un dolore moderato o severo, ben il 63% degli intervistati si rivolge a un nmedico (52%) e il 34% al farmacista, tutte percentuali superiori rispetto a quelle degli altri paesi.

Chi tende a rivolgersi agli esperti è soprattutto l’uomo: le donne, infatti si mostrano più autonome cercando di risolvere il problema da sole prima di ricorrere a un esperto nel 70% dei casi (contro un 56% dei maschi).

Una volta giunti a colloquio con l’esperto, però, le difficoltà non sono finite: la metà degli italiani (49%) ammette come non sia facile individuare precisamente la sede del dolore, poiché tutto il corpo ne risente, rendendo difficile capirne l’origine. Non solo: il 62% dichiara di avere difficoltà nel trasferire al medico o al farmacista l’intensità del dolore che provano, la sua tipologia (60%) e la sua localizzazione (53%).

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