Obesità infantile, individuata l’età critica per prevenirla

La crescita dell’obesità infantile nelle società occidentali è considerata un segnale molto preoccupante. L’obesità precoce comporta infatti un aumento del rischio, già in età adolescenziale, di complicanze gravi come insulino-resistenza, diabete di tipo 2, iperlipidemia, ipertensione.

Una nuova ricerca ha individuato una finestra temporale precisa, tra i 2 e i 6 anni di età, in cui l’aumento di peso deve essere considerato un segnale da non trascurare. È il periodo che corrisponde al cosiddetto “rebound dell’adipe”, cioè il ritorno alla crescita del Body Mass Index (BMI) dopo il calo fisiologico che si verifica nei primi mesi di vita.

La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha analizzato l’evoluzione nel tempo del BMI di 51.505 bambini che avevano avuto almeno una visita pediatrica durante l’infanzia (0-14,9 anni) e un’altra visita durante l’adolescenza (15-18 anni). Considerando la deviazione standand (DS) del BMI in relazione all’altezza, i partecipanti allo studio sono stati divisi in quattro gruppi: sottopeso (punteggio SD BMI da -5 a <-1,28), peso normale (da -1,28 a <1,28), sovrappeso (da 1,28 a <1,88) e obesi (da 1,88 a <5).
Dal confronto con il BMI nella prima infanzia è emerso che la maggior parte degli adolescenti con un peso normale era di peso normale durante l’infanzia così come la maggior parte degli adolescenti obesi; tuttavia, il 53% degli adolescenti obesi era in sovrappeso (22%) o obeso (31%) dall’età di 5 anni in poi, con un punteggio BMI SD che ha continuato ad aumentare con nel tempo. Invertendo la prospettiva e partendo dal peso in età infantile si è visto che la stragrande maggioranza (90%) di coloro che erano obesi all’età di 3 anni erano in sovrappeso o obeso da adolescente. Tra gli adolescenti con obesità, la maggiore accelerazione negli incrementi annuali del BMI è stata osservata tra i 2 e i 6 anni di età, con il BMI che continua a salire negli anni seguenti.

Rispetto ai bambini il cui BMI era stabile durante l’infanzia, il rischio di sovrappeso o obesità durante l’adolescenza era più alto (rischio relativo, 1,43, IC 95%, 1,35-1,49) per i bambini con elevata accelerazione negli incrementi annuali del BMI durante la prima infanzia, ma non durante gli anni della scuola. Circa la metà di coloro che erano sovrappeso all’età di 2 anni o più è tornata ad avere un peso normale durante l’adolescenza, ma il 90% di coloro che erano obesi a 3 anni aveva un’alta probabilità di essere in sovrappeso o obeso durante l’adolescenza.

Michael Freemark della Divisione di Endocrinologia e Diabete Pediatrico, Duke University Medical Center, Durham, North Carolina (USA), scrive in un editoriale di accompagnamento allo studio: “La scoperta che il rischio di obesità adolescenziale si manifesti dai 3 ai 5 anni suggerisce che la consulenza nutrizionale debba essere presa in considerazione quando un aumento di peso esagerato persiste o emerge dopo i 2 anni di età. Sarebbe utile anche testare l’efficacia dell’intervento dietetico precoce . Il counseling potrebbe essere applicato preventivamente per le famiglie in cui i genitori sono in sovrappeso, in particolare se c’è una storia di diabete o fumo materno”.

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