Osteoporosi, una proposta per muoversi in sicurezza anche dopo una frattura

L’osteoporosi e il rischio di fratture legato a questa condizione spesso inducono i pazienti a limitare la propria attività fisica. L’esercizio fisico svolge invece un ruolo importante per rallentare la progressione della malattia, contribuendo a rafforzare l’apparato muscolo-scheletro anche in chi ha già avuto una frattura.

Sul valore di prevenzione di un regolare esercizio fisico per il paziente osteoporotico punta anche la SIOMMMS, Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, che ha lanciato la campagna “Muoviti anche tu”.

Attraverso un opuscolo di 24 pagine e due video si richiama l’attenzione sull’importanza dell’attività fisica e soprattutto viene offerto ai pazienti un tutorial di 15 esercizi che hanno i necessari requisiti di sicurezza e possono essere affrontati anche da chi è a rischio di frattura. Gli esercizi interessano le diverse parti del corpo (braccia, gambe, tronco) e per ognuno di essi viene illustrato lo scopo, le modalità di svolgimento, con tempo e ripetizioni, gli accorgimenti per evitare rischi, con fotografie per impostare il programma di allenamento nel modo corretto.

“Per mantenere una condizione di buona salute sono essenziali una buona alimentazione e un esercizio fisico eseguito regolarmente a tutte le età – spiega Giovanni Iolascon, docente di Medicina Riabilitativa e responsabile scientifico del progetto -. È sbagliato pensare che le persone con osteoporosi, essendo a rischio di frattura, non debbano muoversi perché vita sedentaria e immobilizzazione favoriscono la malattia. Il nostro opuscolo ha proprio lo scopo di fornire indicazioni utili per migliorare la salute delle ossa e prevenire le rotture, grazie a semplici esercizi, con un programma che differisce rispetto alla presenza o meno di fratture”.

La  SIOMMMS sottolinea l’importanza della prevenzione ricordando alcuni dati significativi: in 10 anni il numero assoluto di fratture del femore da osteoporosi in Italia è cresciuto rispettivamente del 27% e del 36% nel sesso femminile e in quello maschile. Se nella donna la causa principale dell’osteoporosi è legata al deficit estrogenico dopo la menopausa, nel maschio, nella maggior parte dei casi (circa 65-70%), è dovuta  a uso di farmaci, ad altre patologie che determinano perdita di massa ossea o ad abuso di alcol.

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